NAPOLI – Una farsa, una clamorosa perdita di tempo durata oltre quattro ore in aula e un’intera giornata fuori dalla sede della Decima Municipalità. Così è stato definito il consiglio comunale straordinario su Bagnoli.
Il sindaco Gaetano Manfredi è intervenuto ribadendo quanto sostiene da mesi, senza aperture né passi indietro, e ha assistito all’intera discussione. Un dibattito che, secondo i critici, non cambierà nulla, servito soltanto a ribadire posizioni rimaste su poli opposti, senza alcun avvicinamento.
Il tutto in un’aula blindata, con accesso consentito solo a pochi rappresentanti delle associazioni che avevano anticipato via mail il tema del loro intervento. All’esterno, invece, centinaia di cittadini chiedevano bonifiche integrali, un parco urbano, la spiaggia libera. Respinti e lasciati fuori dalla discussione.
Ad accoglierli un dispositivo di sicurezza imponente: forze dell’ordine ovunque, posti di blocco e transenne a delimitare una vera e propria “zona rossa”. Alcuni manifestanti hanno provato ad avvicinarsi alla sede della Municipalità e si sono registrate cariche di alleggerimento quando sono state attaccate le transenne.
Il bilancio parla di un agente contuso, un attivista denunciato e diversi feriti lievi. I promotori della protesta sostengono che si sia trattato di una manifestazione totalmente pacifica, come già accaduto in passato. Oggi, in una conferenza pubblica, gli attivisti annunciano che spiegheranno le proprie ragioni e forniranno la loro versione dei fatti.
In aula le posizioni sono rimaste nette. Una parte dei comitati ammessi al consiglio comunale si è mostrata in linea con il sindaco, così come i sindacati, ad eccezione dell’Usb che era in piazza con i manifestanti. Anche le forze di destra hanno espresso sostegno al piano per l’America’s Cup.
Diversa la posizione di una parte della maggioranza, con consiglieri che hanno attaccato la struttura commissariale e lo stesso sindaco, lamentando la mancata discussione e l’impossibilità di incidere sul futuro di un’area considerata strategica per la città.
“Democrazia sospesa” è stata l’espressione usata da alcuni interventi in assemblea per descrivere la gestione del dossier Bagnoli. Intanto, fuori, la piazza con fischietti e cartelli ha continuato a esprimere dissenso, mentre i cittadini seguivano i lavori su un maxischermo allestito per l’occasione in un quartiere presidiato come non mai.
La Sinistra in assemblea ha sottolineato quella che definisce una distanza ormai siderale tra istituzioni e cittadinanza. “Mi sono vergognato a entrare qui”, ha dichiarato Rosario Andreozzi, dando voce a un malessere che, secondo i manifestanti, resta ancora tutto da affrontare.


















