Blitz a Coroglio, sequestrata discoteca: uscita di sicurezza chiusa a chiave e lavoratori in nero

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

NAPOLI – Una trappola per topi mascherata da tempio del divertimento. Un locale dove la musica a tutto volume copriva il ticchettio di una bomba a orologeria pronta a esplodere. È questo il quadro sconcertante emerso nella notte a seguito di un blitz dei Carabinieri della compagnia di Bagnoli, che hanno posto sotto sequestro una nota discoteca di via Coroglio 128, nel cuore della movida partenopea. L’operazione, condotta nell’ambito di una più vasta campagna di controlli a tappeto sui locali notturni dell’intera provincia, ha svelato una catena di illegalità e una spaventosa noncuranza per la sicurezza di clienti e dipendenti.

Il controllo, scattato quando il locale era in piena attività con un centinaio di persone intente a ballare, ha visto la partecipazione sinergica dei militari dell’Arma, dei Vigili del Fuoco, del personale dell’Asl Napoli 1 Centro e degli ispettori del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Napoli. Quello che hanno trovato ha superato le peggiori previsioni.

La scoperta più agghiacciante è stata quella relativa alle vie di fuga: l’unica uscita di sicurezza presente nella struttura era stata chiusa a chiave, rendendola di fatto inutilizzabile. Un dettaglio che trasforma un’ipotesi di incendio o di panico collettivo in uno scenario da strage. A peggiorare la situazione, gli estintori, teoricamente presidio fondamentale contro le fiamme, erano stati accatastati dietro a del materiale vario, rendendone impossibile un pronto utilizzo in caso di emergenza. Come se non bastasse, l’intero impianto elettrico è risultato non a norma, rappresentando esso stesso una potenziale causa di innesco.

Ma le violazioni non si limitavano alla sicurezza strutturale. L’ispezione ha fatto luce su un grave sfruttamento del lavoro. Ben sei dipendenti sono stati trovati a lavorare completamente “in nero”, fantasmi senza alcun contratto, tutela assicurativa o previdenziale. Per il resto del personale, la situazione non era migliore: nessuna traccia dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) obbligatori per legge e totale assenza della sorveglianza sanitaria periodica.

Di fronte agli ispettori, il titolare non è stato in grado di esibire alcuna documentazione relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro, né tantomeno il fondamentale Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la pietra angolare di qualsiasi piano di prevenzione aziendale. Una mancanza che testimonia una gestione improntata alla totale illegalità e al disprezzo delle normative.

Al termine degli accertamenti, per il titolare è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per le molteplici violazioni penali riscontrate. I militari hanno quindi proceduto al sequestro preventivo del locale, apponendo i sigilli alla struttura. Il centinaio di clienti presenti, ignari dei pericoli corsi fino a pochi istanti prima, ha lasciato la discoteca in modo ordinato e senza creare disordini, mentre le forze dell’ordine completavano le operazioni. L’intervento di questa notte si inserisce in una strategia di tolleranza zero che, assicurano dal Comando Provinciale dei Carabinieri, proseguirà senza sosta per garantire che i luoghi del divertimento non si trasformino in trappole mortali.

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