Boom della cocaina rosa a Napoli. I clan ora la usano per battere cassa

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Cocaina rosa
Cocaina rosa

NAPOLI – Boom della cocaina rosa usata dai clan per battere cassa. È la droga più redditizia e a Napoli ora è diffusissima. Le cosche la utilizzano nel sistema del narcotraffico nel quartiere Scampia, al rione Traiano e nei vicoli della movida al centro storico.

Un investigatore della polizia mette in guardia: “Si chiama cocaina rosa perché è in polvere come la cocaina, ma è molto diversa. Sono cristalli e poi viene lavorata in polvere, perciò è simile alla cocaina, ma ha un colore rosa. Il più delle volte si assume inalandola. Pure per questo viene definita cocaina. Ma è tutta roba sintetica. Al di là dell’effetto allucinogeno, ha un tempo di reazione molto rapido. Ed è più pericolosa, fa molti più danni della cocaina classica. Emergono prima, rispetto anche alle altre droghe. È uno step evolutivo, un po’ come quando nacquero gli acidi.

Viene inalata come la cocaina, ma non ha nulla a che fare con quella classica. È una droga sintetica”. Dove viene commercializzata a Napoli? “Al rione Traiano, nel quartiere Scampia e al centro storico nelle aree della movida”. Come è emerso il fenomeno della cocaina rosa? “C’è stato un periodo che ha avuto molto successo, avevano cercato di spingerla perché gli spacciatori stessi avevano difficoltà a reperire la cocaina classica. Quella rosa alla base costa meno, perché è di produzione chimica. Ma alla fine della catena delle vendite costa molto di più.

L’assunzione dei microcristalli rosa è micidiale. Gli assuntori di cocaina lo sanno bene e non è semplice passare a quella rosa. Effetti devastanti. Provoca gravi danni al sistema nervoso, rallenta l’attenzione, il pensiero e si ha difficoltà di parola. Spesso rallenta la capacità nei movimenti. Insomma è molto pericolosa”.

Oggi questa droga a Napoli è molto diffusa. L’ultimo intervento della polizia risale all’altro ieri con l’arresto di una donna nel quartiere Ponticelli con 241 grammi di cocaina rosa in casa. Incensurata, sorpresa con la cosiddetta “cocaina rosa”, la costosa droga sintetica venduta a circa 400 euro al grammo. Nel mobile del corridoio 241 grammi di stupefacente, suddivisi in diverse buste, insieme a un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento sottovuoto. Quella bustina avrebbe fruttato quasi 100mila euro.

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