Borsa, Piazza Affari chiude la settimana in negativo -0,6%: bene Eni

Si chiude al ribasso la settimana per i mercati europei

Piazza Affari
Stefano Meluni / LaPresse

TORINO – Si chiude al ribasso la settimana per i mercati europei, dando così seguito al sell-off della vigilia dettato dal nuovo acuirsi delle tensioni geopolitiche in Ucraina.

Il Ftse Mib segna a fine giornata -0,61% a quota 26.506 punti dopo essersi mosso inizialmente in rialzo sulla notizia dell’incontro previsto settimana prossima tra il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken.

Chiusura negativa anche per le altre principali borse del Vecchio Continente. Francoforte cede l’1,47% a 15.042 punti. Londra lascia sul terreno lo 0,32% a 7.513 punti. Parigi perde lo 0,25% a 6.929 punti.

Tra le blue chip di Piazza Affari oggi riflettori puntati su Eni (+1,02% a 13,47 euro) che ha riportato utili trimestrali oltre le attese (utile netto adj a 2,11 miliardi, il consensus Bloomberg era 1,91 miliardi). L’utile netto adjusted dell’intero 2021 ammonta a 4,7 miliardi di euro nel 2021, il più alto dal 2012, per effetto della performance operativa, dei migliori risultati delle partecipazioni all’equity e per il sensibile recupero dello scenario upstream, mentre l’Ebit adjusted raggiunge quota 9,7 miliardi (con un incremento di 7,8 mld rispetto al 2020, +400%). Confermata la proposta di dividendo 2021 resta a 0,86 euro per azione. Appuntamento al prossimo 18 marzo per la presentazione del nuovo piano strategico.

Tra le banche sono tornati cospicui gli acquisti su Banco Bpm (+1,88%) in attesa di conoscere eventuali ulteriori sviluppi sul fronte M&A. Bene anche Mediobanca (+0,69%) e Fineco (+1,04%) Sul fronte opposto in affanno Prysmian (-1,44%) che ha finalizzato l’acquisto del sito di Brayton point (Massachusetts) per la costruzione del nuovo stabilimento di cavi sottomarini in Usa. In calo anche Nexi (-2,34%) complice il decreto Milleproroghe che ha riportato il limite dell’utilizzo di contanti a 2000 euro dopo che dal 1 gennaio era sceso 1000 euro.

Tra gli investitori nel corso della giornata torna a dominare l’incertezza con la percezione che rimanga molto alto il rischio di un’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Sul fronte banche centrali, continuano le speculazioni sulle future mosse della Federal Reserve. Il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha ribadito il suo sostegno a un aumento di 100 punti base del costo del denaro entro luglio per arginare l’inflazione e la sua controparte di Cleveland, Loretta Mester, ha affermato che il ritmo di gli aumenti dovrebbero essere più rapidi rispetto ai precedenti cicli di stretta monetaria.

LaPresse

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