Camorra casertana. Usura e pizzo per il clan, due arresti

777
Pubblicato il

TRENTOLA DUCENTA – Estorsione e usura in nome del clan dei Casalesi, arrestati Raffaele Visconti, 50enne di Frignano, e Raffaele Catalano, 58enne di Trentola Ducenta.
L’indagine che ha fatto scattare per i due, ieri mattina, le manette, ha coinvolto a piede libero anche Tetiana Ursatiy (risponde di usura), 51enne di origini ucraine, compagna di Catalano.
L’attività investigativa alla base del provvedimento cautelare, emesso dal giudice Fabio Provvisier, stando a quanto sostenuto dalla Dda di Napoli, ha portato alla luce una redditizia attività usuraia organizzata dagli arrestati. I due avrebbero concesso prestiti con tassi d’interesse mensili tra il 25% e il 40%. Su un singolo finanziamento di 500 euro, avrebbero ricavato profitti stimati intorno ai 14.000 euro.
Le vittime erano principalmente imprenditori in difficoltà economiche o persone in grave stato di bisogno, costrette a rivolgersi agli indagati per ottenere denaro necessario a soddisfare le esigenze primarie del proprio nucleo familiare.
Il lavoro dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire dettagliatamente il flusso di denaro e le modalità intimidatorie che Catalano e Visconti avrebbero utilizzato per ottenere i pagamenti. Fondamentali sono stati gli elementi raccolti attraverso intercettazioni, perquisizioni e il ritrovamento di un ‘libro mastro’ contenente l’annotazione delle somme prestate e riscosse.
Numerose vittime, esasperate dall’impossibilità di restituire i debiti, hanno deciso di collaborare con gli investigatori, confermando quanto emerso dalle indagini.
In alcuni casi, i debitori sarebbero stati oggetto di gravi minacce volte a ottenere i pagamenti, circostanze che hanno portato all’imputazione di estorsione per i due indagati.
A gravare ulteriormente sulla posizione degli arrestati è la loro presunta vicinanza a un elemento apicale del clan dei Casalesi: si tratta di Raffaele Della Volpe, recentemente arrestato per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tale legame, ben noto alle vittime, avrebbe favorito gli indagati, sostiene la Procura di Napoli, nel recupero delle somme prestate.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare emessa nell’ambito delle indagini preliminari.
Gli indagati, difesi dagli avvocati Mirella Baldascino e Gaetano Laiso, sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva e il prosieguo dell’inchiesta e l’eventuale processo che affronteranno potrebbero far emergere la loro estraneità rispetto ai fatti contestati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo precedenteNapoli City Marathon, Sofiia Yaremchuk pronta a riscrivere la storia
Articolo successivoRoadshow in Portogallo per scoprire la nuova Fiat Grande Panda
Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome