CASAL DI PRINCIPE – Minacce e insulti rivolti ai carabinieri durante una perquisizione domiciliare degenerata in momenti di forte tensione. È l’episodio avvenuto il 27 ottobre 2023 in via Spadolini, che ha portato a processo due giovani accusati di violenza e minaccia a pubblico ufficiale. Tra gli imputati figura Patrik Buczek, 21 anni, figlio di Mario Raffaele De Luca, detto “’o furastier”, ritenuto esponente del clan dei Casalesi, fazione Bidognetti. Con lui è imputato anche Cipriano Ricciardi, 28 anni.
Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli Nord, i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe stavano eseguendo una perquisizione d’iniziativa finalizzata alla ricerca di sostanze stupefacenti quando la situazione sarebbe improvvisamente degenerata. Durante le operazioni, Buczek avrebbe rivolto frasi minacciose e offensive ai militari impegnati nel controllo, mentre Ricciardi, presente nell’abitazione, avrebbe a sua volta proferito ulteriori minacce, arrivando – secondo l’accusa – a prospettare aggressioni fisiche nei confronti degli operanti.
Le persone offese individuate nel procedimento sono sei militari dell’Arma. L’episodio, secondo la contestazione formulata dal pubblico ministero, si sarebbe verificato mentre i carabinieri stavano compiendo un atto del proprio ufficio, circostanza che ha portato alla configurazione del reato previsto dall’articolo 336 del codice penale. Conclusa la fase delle indagini preliminari, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ha emesso il decreto di citazione a giudizio. I due imputati dovranno comparire davanti al giudice monocratico Martina Paolino nell’udienza predibattimentale fissata per il 25 novembre. Buczek è assistito dall’avvocato Ferdinando Letizia, mentre Ricciardi è difeso dall’avvocato Mirella Baldascino.
Il nome di Buczek è emerso recentemente anche in un’altra vicenda giudiziaria: il giovane è infatti a processo per un episodio legato allo spaccio di droga, dopo essere stato trovato in possesso di circa 25 grammi di hashish suddivisi in dosi e di denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. Il controllo aveva portato anche al sequestro di materiale per il confezionamento dello stupefacente durante la successiva perquisizione domiciliare. Le accuse relative ai fatti di via Spadolini dovranno ora essere vagliate nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



















