Casal di Principe: la rete criminale di Gaetano Diana tra sodali, spaccio di droga e violenza

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Gaetano Diana e il padre Elio

CASAL DI PRINCIPE – A Casal di Principe emerge il profilo di Gaetano Diana, 35 anni, descritto dagli inquirenti come una figura violenta e punto di riferimento nel traffico di droga, con una rete di collaboratori attivi sul territorio. Figlio dello storico esponente dei Casalesi Eliuccio Diana, sarebbe riuscito a mantenere il controllo delle aree di interesse grazie a una fitta trama di contatti. L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, coordinata dalla Dda, ha portato al suo arresto, avvenuto venerdì sera.

Un ruolo centrale nella ricostruzione lo ha avuto Vitaliano Raimondo, cognato dell’indagato, che ha deciso di collaborare con la giustizia dopo essere stato picchiato e minacciato di morte per debiti legati allo spaccio. Secondo quanto emerso, Raimondo sarebbe stato coinvolto nel traffico di droga già dal 2020, accumulando nel tempo debiti consistenti. Non riuscendo a saldarli, sarebbe stato più volte aggredito e intimidito da Diana. Nel settembre 2025 ha quindi denunciato tutto ai carabinieri, dichiarandosi disponibile a raccontare i dettagli del contesto criminale alla Direzione distrettuale antimafia.

Stando alle sue dichiarazioni, Diana avrebbe tentato di bloccare la denuncia inviando un emissario a casa del cognato per offrirgli l’azzeramento del debito in cambio del silenzio. Raimondo ha inoltre riferito episodi che dimostrerebbero la capacità dell’indagato di controllare il territorio del Basso Volturno, come la conoscenza in tempo reale di movimenti delle forze dell’ordine. Già a Natale 2024, per paura di ritorsioni, il collaboratore si era allontanato da Grazzanise rifugiandosi per alcuni giorni in un albergo sulla Domiziana. In quel periodo, secondo il suo racconto, Diana si sarebbe introdotto nella sua abitazione, portando via oggetti e inviandogli foto della finestra forzata accompagnate da minacce.

I rapporti tra i due sarebbero poi ripresi per motivi legati allo spaccio e, in un’occasione, Diana avrebbe chiesto ospitalità lasciando al cognato munizioni calibro 9×21, assegni e circa un chilo e mezzo di hashish, parte dei quali sequestrati dai carabinieri al momento dell’arresto di Raimondo il 31 gennaio 2025. Le dichiarazioni del collaboratore potrebbero ora fornire ulteriori dettagli sulla rete di pusher e sui sodali coinvolti nelle attività illecite, delineando un quadro più ampio.

Le indagini si intrecciano anche con la figura di Emanuele Libero Schiavone, tornato in libertà nella prima metà del 2024 e poi nuovamente arrestato pochi mesi dopo. Secondo una delle ipotesi investigative, il tentativo di riorganizzazione criminale legato al suo nome avrebbe potuto contare anche sul supporto di Diana, tra i primi – insieme a Giuseppe Del Vecchio – a fargli visita subito dopo la scarcerazione.

Attualmente Gaetano Diana, da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva, è accusato di estorsione e lesioni ai danni del cognato, oltre che di spaccio di droga con l’aggravante mafiosa. Difeso dall’avvocato Alfredo Santacroce, affronterà l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Carla Sarno, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

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