CASERTA – Il consigliere di Forza Italia Giovanni Zannini intenderebbe opporsi a un eventuale provvedimento di sospensione della Regione nei suoi confronti. Fino a ieri all’Ente non risultavano arrivate note dalla Prefettura di Caserta, ma l’intenzione del presidente dell’assemblea, Massimiliano Manfredi, sarebbe quella di dare seguito al divieto di dimora, “congelando” Zannini e facendogli subentrare il primo candidato non eletto, Pagano.
Questa interpretazione sarebbe contestata dai difensori (il consigliere è difeso dall’avvocato Angelo Raucci). Zannini non è in carcere né ai domiciliari: ha solo il divieto di dimora in alcune regioni e può continuare a prendere parte alle attività del Consiglio regionale, ad esempio collegandosi da remoto per le sedute dell’assemblea e delle commissioni. Ci sarebbero anche precedenti di consiglieri non sospesi in assenza di misure restrittive.
A breve la difesa di Zannini presenterà ricorso al Tribunale del Riesame, contestando il quadro indiziario delineato dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Tutto ruota attorno al progetto per la costruzione del caseificio Spinosa a Cancello e Arnone, presentato dagli imprenditori Griffo (difesi dall’avvocato Giuseppe Stellato). Zannini sarebbe intervenuto nella procedura per sbloccarla.
Serviva infatti la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), ritenuta requisito indispensabile per la compatibilità del progetto con la normativa ambientale. In particolare, viene contestata la questione dell’assoggettabilità a Vinca del progetto. In realtà, ribatte la difesa, non c’era bisogno che il consigliere regionale intervenisse: al massimo ci sarebbe stato un interessamento per chiedere agli uffici regionali di rivalutare gli elementi della concessione.
Oltretutto, sostiene la difesa, se la Regione Campania riteneva sbagliata la concessione avrebbe dovuto chiedere al Comune di Cancello e Arnone l’annullamento in autotutela, ma non l’ha fatto. Durante l’istruttoria, il Dipartimento regionale Valutazioni ambientali aveva evidenziato, con note del 28 ottobre 2022 e del 4 maggio 2023, la necessità per i Griffo di presentare la Valutazione.
Secondo l’accusa, proprio per superare questo ostacolo Zannini – nella sua qualità di consigliere regionale e presidente della commissione Ambiente – si sarebbe messo a disposizione dei Griffo. In due incontri avvenuti fra giugno e luglio 2023 con la dirigente regionale competente, il consigliere (allora in maggioranza) avrebbe insistito affinché venisse attestata la non necessità della Vinca.
Dopo il diniego degli uffici sarebbe stata ideata, secondo la Procura, una diversa soluzione amministrativa. Zannini avrebbe infatti ottenuto dal sindaco di Cancello e Arnone, Raffaele Ambrosca (non indagato), la richiesta di delega regionale in materia di valutazione d’incidenza ambientale tramite gestione associata con il Comune di Castello del Matese, già dotato di commissione Ambiente.
Secondo i pm, l’intera procedura sarebbe stata costruita per ottenere rapidamente la regolarità ambientale necessaria alla pratica di finanziamento. Sempre secondo l’accusa, la commissione ambientale del Comune matesino avrebbe espresso il 17 novembre 2023 un parere favorevole senza una reale istruttoria tecnica, basandosi su uno studio ambientale ritenuto carente.
Alla fine il Comune di Cancello e Arnone produsse un documento che attestava la non assoggettabilità a Vinca, consentendo alla Spinosa di completare l’iter. Secondo la Procura, questo passaggio avrebbe permesso alla società di stipulare il contratto di finanziamento del 27 giugno 2024 e ottenere le prime erogazioni: oltre 3,9 milioni di euro tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato.



















