CASORIA – Un intervento di routine per un tentato furto si trasforma in uno dei più significativi colpi al contrabbando di sigarette degli ultimi anni nell’hinterland napoletano. È accaduto nella giornata di ieri, 13 gennaio 2026, quando i Carabinieri della stazione di Casoria, intervenuti per un sopralluogo in un deposito di via Enrico De Nicola, si sono trovati di fronte a una scena del tutto inaspettata. Invece di rilevare i danni di uno scasso o le tracce di ladri in fuga, i militari hanno scoperto un vero e proprio hub logistico per lo stoccaggio e la distribuzione di tabacchi lavorati esteri, pronti a inondare il mercato nero.
Il bilancio del maxi-sequestro è impressionante: 2 tonnellate e 457 chili di sigarette di contrabbando. Un numero che, tradotto, equivale a circa 1 milione e 850mila singole “bionde”, confezionate in 92.500 pacchetti. Per rendere l’idea della mole del materiale illecito, basta pensare che il suo peso è paragonabile a quello di un furgone di medie dimensioni, di una barca a motore di 9 metri o, per usare un paragone umano, a quello di una trentina di persone di 80 chili ciascuna.
La scoperta è avvenuta in modo quasi fortuito. A seguito di una segnalazione per un tentativo di furto presso il locale commerciale, una pattuglia si è recata sul posto per i rilievi del caso. Una volta all’interno, l’attenzione dei Carabinieri è stata immediatamente catturata non da porte forzate o finestre rotte, ma dall’incredibile quantità di merce stipata. Otto grandi bancali, perfettamente allineati e avvolti in cellophane scuro, occupavano gran parte dello spazio. Un’ispezione più approfondita ha rivelato la natura del carico: centinaia di scatoloni contenenti stecche di sigarette di varie marche, tutte prive del sigillo del Monopolio di Stato e chiaramente destinate alla vendita illegale.
L’organizzazione meticolosa del deposito suggerisce che non si trattasse di un semplice nascondiglio, ma di un punto nevralgico di una rete criminale ben strutturata. La merce era pronta per essere smistata e distribuita ai venditori al dettaglio che affollano le piazze e le strade non solo di Casoria, ma probabilmente di gran parte della provincia di Napoli. Un business illegale che genera profitti enormi a danno dell’erario e della salute pubblica, offrendo prodotti a basso costo ma di dubbia provenienza e senza alcun controllo di qualità.
L’intero carico è stato posto sotto sequestro e trasportato via per le successive procedure di distruzione. Le indagini, tuttavia, sono tutt’altro che concluse. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura competente, stanno ora lavorando per ricostruire l’intera filiera criminale. L’obiettivo è risalire ai fornitori a monte e identificare i responsabili della gestione del deposito e della rete di distribuzione a valle. Si analizzano documenti, impronte e ogni traccia utile per dare un nome e un volto a chi gestisce questo imponente traffico, che nell’area napoletana è storicamente considerato un’importante fonte di reddito per le organizzazioni camorristiche. Il colpo messo a segno a Casoria rappresenta una perdita economica ingente per i contrabbandieri e un successo significativo per le forze dell’ordine nel contrasto a un fenomeno criminale radicato e persistente.




















