CASTEL VOLTURNO – C’è un filo che, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, collega gli affidamenti del servizio di igiene urbana tra il 2020 e il 2021 alla Teknoservice e il ruolo istituzionale ricoperto in quegli anni da Pasquale Marrandino, prima presidente del consiglio comunale e poi vicesindaco con delega all’Ambiente. Un filo fatto – questa è l’ipotesi accusatoria – di presunte agevolazioni amministrative e utilità ricevute in cambio. L’inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, ipotizza che il percorso degli affidamenti sarebbe stato reso più agevole proprio grazie all’intervento di Marrandino. In cambio, secondo l’accusa, il politico, dal 2024 primo cittadino di Castel Volturno, avrebbe incassato presunte tangenti. Due gli episodi ritenuti allo stato riscontrati dai pm, uno dei quali sarebbe stato mediato da Umberto Sementini, marito dell’allora consigliera comunale di Fratelli d’Italia Veronica Sara Sperlongano, che non risulta indagata.
Tra le utilità contestate a Marrandino compare anche un posto di lavoro. Le indagini dei carabinieri del Nucleo di Castello di Cisterna hanno ricostruito l’assunzione di Francesco Coppola, non indagato, ritenuto dagli investigatori persona vicina all’attuale primo cittadino. L’inserimento lavorativo risale al novembre 2020, quando il giovane venne messo sotto contratto dalla società Be.Ma., indicata dagli inquirenti come realtà collegata all’orbita imprenditoriale della Teknoservice. La Be.Ma., società di Villa Literno, stando alla tesi dei magistrati, sarebbe la stessa azienda che, attraverso un presunto giro di false fatturazioni, avrebbe garantito liquidità alla società attiva nel settore dell’igiene urbana, utilizzata poi per far arrivare le ipotizzate tangenti a Marrandino.
A supporto di questa ricostruzione, gli investigatori richiamano alcune conversazioni captate nel corso delle indagini, nelle quali interlocutori riconducibili all’ambiente imprenditoriale coinvolto facevano riferimento alla necessità di risolvere una richiesta occupazionale proveniente dall’allora presidente del consiglio comunale. In quei dialoghi si parlava esplicitamente dell’inserimento lavorativo di una persona a lui vicina e della disponibilità a provvedere rapidamente all’assunzione.
Pochi giorni dopo quelle conversazioni, secondo gli accertamenti documentali, Coppola firmò un contratto part-time a tempo determinato con la Be.Ma., circostanza ritenuta dalla Procura, diretta da Pierpaolo Bruni, coerente con quanto emerso dalle attività tecniche. Il lavoratore, residente a Castel Volturno come Marrandino e con precedenti esperienze nel settore caseario – lo stesso ambito imprenditoriale della famiglia dell’amministratore – passerà poi nel 2022 alle dipendenze della Isola Verde Ecologia srl, società subentrata nella gestione del servizio di igiene urbana dopo la gara ponte. Per la Procura, quell’assunzione rappresenterebbe una possibile “moneta di scambio”, insieme a somme di denaro che, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state generate attraverso presunte false fatturazioni riconducibili a società vicine al sistema imprenditoriale coinvolto.
Il quadro accusatorio si inserisce in un contesto giudiziario più ampio che vede Marrandino coinvolto anche in altre tre inchieste, condotte dai carabinieri di Caserta: due per presunta corruzione elettorale e un’altra per una presunta tangente ricevuta da un ingegnere destinatario di incarichi dal Comune.
Le contestazioni restano tuttavia tutte da verificare nel corso del procedimento: Pasquale Marrandino deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva e irrevocabile. È probabile che nel prosieguo delle indagini emerga la sua estraneità ai fatti contestati.



















