CASTEL VOLTURNO – Il lido c’era, così come le strutture, ma secondo gli inquirenti quel tratto di spiaggia veniva utilizzato senza un titolo valido. Per questo è scattato il sequestro preventivo dell’area su cui sorge lo stabilimento balneare “Lido dei Gabbiani”, sul litorale di Pinetamare. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Angela Mennella del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura guidata da Pierpaolo Bruni, al termine di un’attività investigativa condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Caserta, dalla Compagnia di Mondragone e dall’Ufficio locale marittimo della Capitaneria di porto – guardia costiera di Castel Volturno, con il coordinamento della Procura generale di Napoli.
L’inchiesta ha preso le mosse da un sopralluogo effettuato il 28 novembre scorso presso lo stabilimento situato in via del Mare. Al momento dell’accesso il lido risultava chiuso al pubblico, ma all’interno erano presenti diverse strutture destinate all’attività balneare e alla ristorazione, con l’insegna “Lido dei Gabbiani – ristorante pizzeria”. Gli accertamenti successivi hanno consentito di ricostruire la posizione amministrativa dello stabilimento e delle concessioni demaniali rilasciate dal Comune di Castel Volturno negli anni precedenti. In particolare, il titolare risultava destinatario di tre concessioni balneari rilasciate tra il 2008 e il 2011, relative a un’ampia porzione di demanio marittimo destinata a stabilimento balneare, oltre a uno specchio d’acqua utilizzato come corridoio per il lancio di moto d’acqua.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il titolare del lido, Luigi Russo, 53 anni, residente a Castel Volturno, è stato condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione per reati aggravati dal metodo mafioso. La normativa prevede che chi riporta condanne di questo tipo non possa ottenere né mantenere concessioni pubbliche legate ad attività imprenditoriali, comprese quelle su beni demaniali. Per questo motivo, secondo la Procura, le concessioni rilasciate negli anni passati dovevano considerarsi automaticamente decadute, con la conseguenza che l’area sarebbe stata utilizzata senza titolo legittimo. All’indagato viene quindi contestata l’occupazione abusiva di spazio demaniale, ossia l’utilizzo della spiaggia senza una concessione valida.
Dagli atti emerge inoltre che lo stabilimento era stato in passato sottoposto a sequestro nell’ambito di un procedimento penale e affidato a un amministratore giudiziario. Successivamente, nel maggio 2025, il lido è stato restituito al titolare in quanto formalmente intestatario delle concessioni rilasciate dal Comune. Pochi giorni dopo, il 4 giugno, sarebbe stata costituita una nuova società denominata “Lido dei Gabbiani srl”, con sede a Castel Volturno, di cui lo stesso Russo risultava amministratore unico. Nel luglio dello stesso anno il titolare avrebbe quindi presentato al Comune una richiesta di subentro nelle concessioni demaniali, allegando un’autocertificazione antimafia nella quale dichiarava l’assenza di cause di divieto previste dalla legge.
Secondo la Procura, quella dichiarazione non sarebbe veritiera proprio alla luce della condanna definitiva riportata. Per questo viene contestato anche il reato di false dichiarazioni in autocertificazione rese alla pubblica amministrazione. Le verifiche della guardia di finanza hanno inoltre evidenziato che lo stabilimento sarebbe stato regolarmente operativo durante la stagione balneare del 2025, tra giugno e settembre. Dall’analisi dei corrispettivi trasmessi telematicamente è emerso che il lido avrebbe registrato incassi per circa 60mila euro nel corso dell’estate.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha quindi chiesto e ottenuto dal giudice il sequestro preventivo dell’area demaniale occupata, situata nella zona Riviera Fontana Bleu di Pinetamare. Secondo il provvedimento, lasciare la disponibilità del suolo all’indagato avrebbe potuto consentire la prosecuzione dell’occupazione ritenuta abusiva, soprattutto in vista dell’avvicinarsi della stagione balneare. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



















