Chiesti carcere per Zannini e divieto di dimora per Paolo e Luigi Griffo. TUTTI I DETTAGLI

La Procura di S. Maria C. V. vuole arrestare il consigliere regionale di Fi. Coinvolto in un’inchiesta per corruzione e concussione, la decisione dopo l’interrogatorio preventivo

267
Giovanni Zannini e Paolo Griffo
Giovanni Zannini e Paolo Griffo

CASERTA – Il carcere per il mondragonese Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, e il divieto di dimora per Paolo e Luigi Griffo, patron di Spinosa, azienda attiva nel settore lattiero-caseario: sono queste le misure richieste dal pubblico ministero Giacomo Urbano. Se non ci fosse stata la riforma voluta dal ministro Carlo Nordio, il giudice Daniela Vecchiarelli, chiamata a tracciare il destino cautelare dei tre indagati, avrebbe valutato l’adozione dei provvedimenti senza alcun contraddittorio con la difesa, esclusivamente sulla base del materiale prodotto dai pm. Ora, invece, prima di decidere, dovrà procedere all’interrogatorio preventivo. E nelle scorse ore, infatti, è stata notificata a Zannini e ai Griffo la data di questo passaggio cruciale: il 4 febbraio. Una volta ascoltati, il gip Vecchiarelli stabilirà se sussistono gli elementi per disporre o meno un’ordinanza restrittiva.

Ma quali sono i reati contestati che hanno portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, a chiedere l’arresto per il politico e il divieto di dimora per gli imprenditori? Si tratta delle ipotesi già emerse nel decreto di perquisizione eseguito nell’ottobre 2024: concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed esecuzione di lavori in totale difformità o in assenza del permesso di costruire.

Uno dei temi principali dell’inchiesta, condotta dai carabinieri di Aversa e coordinata dai pm Urbano e Gerardina Cozzolino (da alcuni mesi passata alla Procura generale di Napoli), è l’operazione portata avanti dalla società Spinosa per la realizzazione, con fondi Invitalia, di un mega caseificio a Cancello ed Arnone.

Il lavoro dei militari del Nucleo investigativo dell’Arma di Aversa ha fatto emergere, secondo l’accusa, un presunto sistema di pressioni e interferenze che avrebbe consentito alla Spinosa di ottenere un finanziamento multimilionario per la realizzazione dell’impianto di produzione di mozzarella, in un’area ricompresa nel sito della Rete Natura 2000.

Zannini è finito sotto inchiesta in qualità di consigliere regionale della Campania e, all’epoca dei fatti, presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione civile.

Secondo la tesi della Procura, Zannini – abusando del proprio ruolo istituzionale – si sarebbe messo a disposizione degli imprenditori castellani Luigi Griffo e Paolo Griffo, rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e socio della Spinosa Spa, per ‘sbloccare’ una procedura ambientale che rischiava di compromettere l’erogazione del finanziamento richiesto a Invitalia.

Il nodo centrale riguarda la Valutazione di incidenza ambientale (Vinca). Il Dipartimento tecnico-amministrativo – Valutazioni ambientali della Regione aveva chiarito, con due note datate ottobre 2022 e maggio 2023, la necessità di sottoporre il progetto alla procedura ambientale, senza la quale Invitalia non avrebbe potuto procedere all’erogazione delle risorse. Un passaggio reso ancora più delicato dal fatto che, a detta degli inquirenti, l’impianto risultava già in larga parte realizzato prima della consegna dello studio ambientale, circostanza che avrebbe imposto una valutazione di secondo livello ex post.

È in questo contesto che, sostiene la Procura, Zannini avrebbe tentato un primo approccio diretto con la dirigente regionale Simona Brancaccio, incontrata il 12 giugno e il 27 luglio 2023 dopo essersi fatto annunciare come presidente della Commissione Ambiente. I colloqui si sarebbero conclusi con un netto diniego da parte dell’ufficio regionale, che ribadì la necessità di seguire la procedura prevista dalla legge. Un rifiuto che, secondo le intercettazioni richiamate negli atti, avrebbe irritato non poco il politico.

Fallita la strada regionale, l’ipotesi accusatoria individua quello che viene definito il ‘cambio di strategia’: bypassare l’ufficio competente. Zannini avrebbe così ottenuto la disponibilità del sindaco di Cancello ed Arnone, Raffaele Ambrosca (non indagato), a richiedere alla Regione la delega in materia di Vinca, prevista dalla normativa regionale, previa convenzione con il Comune di Castello del Matese, già dotato di una commissione ambientale.

Il percorso amministrativo prende forma tra agosto e settembre 2023. Il consiglio comunale di Cancello ed Arnone approva la delibera di adesione alla gestione associata delle funzioni in materia di Vinca, seguita da quella del Comune di Castello del Matese. Il 16 ottobre 2023, infine, la Regione attribuisce formalmente la delega al Comune del Basso Volturno.

Secondo la Procura, però, la commissione ambientale di Castello del Matese – su istigazione di Zannini e tramite soggetti a lui vicini – avrebbe omesso l’istruttoria tecnica necessaria, non rilevando gravi carenze dello studio ambientale. Tra queste, la mancata analisi sullo stato degli habitat e delle specie presenti nell’area e una rappresentazione non veritiera della distanza dell’impianto dal sito Natura 2000, indicata in 620 metri ma ritenuta in realtà inferiore. Elementi che, se correttamente valutati, avrebbero imposto la procedura di incidenza ambientale.

Indotta in errore dalla documentazione tecnica, la commissione, secondo la Procura, esprime il 17 novembre 2023 un parere di non assoggettabilità a Vinca. Sulla base di quel parere, il responsabile dell’ufficio tecnico di Cancello ed Arnone firma un documento finale che gli inquirenti definiscono abnorme e illegittimo, perché adottato in violazione della normativa nazionale e regionale in materia ambientale.

Il risultato, per l’accusa, è lo sblocco dell’operazione finanziaria. Il 27 giugno 2024 viene stipulato il contratto di finanziamento con Invitalia per oltre 13 milioni di euro complessivi, con l’erogazione di anticipazioni – tra contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati – per quasi 4 milioni di euro. La Spinosa Spa, a settembre 2024, si preparava a rendicontare un avanzamento lavori pari a circa l’80 per cento dell’investimento.

In cambio di questa attività svolta, tesa a salvare i fondi, ipotizzano i pm, Zannini avrebbe accettato la promessa di un’utilità indebita: il pagamento, da parte dei Griffo, del noleggio dello yacht ‘Camilla’, utilizzato il 9 e 10 settembre 2023 dal consigliere regionale, dai suoi familiari e dall’imprenditore Alfredo Campoli. Un beneficio del valore di oltre 7.300 euro che, secondo l’accusa, sarebbe stato rimborsato solo dopo che il politico ha appreso di essere indagato.

In relazione a questa vicenda, il mondragonese e gli imprenditori sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di corruzione, falso e truffa. Le accuse restano al vaglio dell’autorità giudiziaria e gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

Accanto al consigliere regionale e ai Griffo, sempre in connessione al caso Spinosa, l’inchiesta ha coinvolto anche un gruppo di tecnici che, stando alla tesi degli inquirenti, avrebbero avuto un ruolo nella redazione della documentazione ambientale utilizzata per sbloccare il finanziamento pubblico. Per questi ultimi non è stata avanzata alcuna richiesta di misure cautelari. Sono indagati Flora Cirelli, Daniele Braccini, Salvatore Perfetto, Giancarlo Andolfo e Luigi Pilotti, accusati, a vario titolo, di aver concorso alla predisposizione di atti ritenuti non veritieri.

Per Luigi e Paolo Griffo, infine, la Procura contesta anche il reato edilizio: il caseificio realizzato con i fondi di Invitalia sarebbe stato edificato in assenza della preventiva Valutazione di incidenza ambientale, circostanza che renderebbe nulli i permessi a costruire rilasciati dal Comune di Cancello Arnone. La struttura risulta ancora sottoposta a sequestro e la Cassazione recentemente ha confermato i sigilli.

Inchiesta Zannini, i fari della Procura sul mondo Asl

Zannini sotto indagine, nuovi atti acquisiti dai magistrati

L’inchiesta. Gita a Capri sullo yacht. Il proprietario: un regalo di mio nipote a…

Svelati nuovi dettagli dell’inchiesta Magliocca: la gola profonda racconta il presunto patto con Zannini…

Zannini e Campoli puntavano ad aprire un McDonald’s sul Litorale

Inchiesta sull’impianto Spinosa: Zannini coinvolse Bonavitacola per sbloccare l’affare dei Griffo

L’affare saltato per Campoli. Mister Pagliuca intercettato: ‘Giovanni (Zannini) qui non è riuscito’

Sigilli al mega impianto di Spinosa. L’inchiesta su Zannini si allarga: altri 5 indagati

Zannini, l’inchiesta tocca anche il Comune di Mondragone. Presunto caso di corruzione

Gli investigatori: i lavori alle scuole di Capua ostacolati da Magliocca per antipatie politiche….

Inchiesta sul consigliere regionale Zannini, dissequestrate le quote della società Spinosa

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome