Clan dei Casalesi. Summit a Trentola Ducenta per l’affare ortofrutta

L’incontro in uno scasso tra Apicella e Gargiulo per un credito da oltre 20mila euro legato al mercato di Fondi

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Nicola Gargiulo, Pasquale Apicella e Nicola Pezzella
Gargiulo, Apicella e Pezzella

CASAL DI PRINCIPE – Tornato in libertà dopo un lungo periodo di detenzione, Pasquale Apicella ‘o bellomm avrebbe ripreso – secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli – a muoversi nel contesto mafioso di riferimento, riallacciando contatti e tornando a intervenire in vicende di interesse criminale. È questa la sequenza che, per l’accusa, ha portato a fine dicembre al suo nuovo arresto. A fornire elementi decisivi su questa fase post-scarcerazione sono anche le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Vincenzo D’Angelo Biscottino e Antonio Lanza detto Piotta, confluite negli atti dell’inchiesta che, complessivamente, ha coinvolto 29 persone.

D’Angelo, genero di Francesco Bidognetti, descrive Apicella come uno dei soggetti che, una volta tornati liberi, avrebbe ripreso un ruolo di vertice nell’area del gruppo Schiavone. D’Angelo, nel 2023, lo aveva definito “attuale reggente del gruppo Schiavone”, precisando di non aver avuto rapporti diretti con lui perché appartenente a una diversa articolazione del clan, ma di conoscerne il ruolo. Riferisce anche di un episodio avvenuto a Casal di Principe, nella caffetteria Morza, dove Apicella si sarebbe presentato chiedendogli di salutare Teresa e Gianluca Bidognetti, segno – secondo l’accusa – di una piena riconnessione con l’ambiente di riferimento.

Le dichiarazioni di Lanza aggiungono dettagli operativi. L’ex capozona dei Bidognetti a Lusciano racconta di un incontro organizzato su richiesta di Apicella da un soggetto di Trentola Ducenta, titolare di uno scasso sulla via per il mare. L’appuntamento, spiega Lanza, serviva a mettere in contatto Apicella con Nicola Gargiulo Capitone (tornato recentemente anche lui in carcere con l’accusa di associazione mafiosa), che si era mosso nel mercato ortofrutticolo di Fondi (la struttura è estranea all’inchiesta) per il recupero di un credito. Secondo quanto riferito, Apicella avrebbe invitato Gargiulo a “stare attento”, perché il suo intervento aveva attirato molta attenzione e poteva causare problemi.

Lanza riferisce inoltre che, come gli fu spiegato, il credito riguardava una somma compresa tra i 20 e i 25mila euro, maturata per merce prelevata senza pagamento. Un episodio che, per gli inquirenti, dimostrerebbe la capacità di Apicella di intervenire come figura di riferimento nelle controversie economiche, anche dopo la scarcerazione.

In un ulteriore passaggio, Lanza racconta che Nicola Pezzella Palummiello, appena uscito dal carcere, gli avrebbe detto di dover incontrare Apicella per discutere della riorganizzazione del gruppo Schiavone. Lanza precisa di non conoscere l’esito dell’incontro, ma il riferimento viene considerato dagli investigatori come indicativo del ruolo attribuito ad Apicella nella fase di riassetto degli equilibri interni. È su questa trama di riconoscimenti, incontri, avvertimenti e riferimenti diretti che la Dda costruisce la tesi del ritorno di Apicella nel circuito mafioso dopo la scarcerazione. Un ritorno che, secondo l’accusa, non sarebbe rimasto sul piano delle relazioni, ma si sarebbe tradotto in interventi concreti e che ha portato al nuovo arresto, ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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