Comunali, ballottaggi a rischio. Polemica tra il presidente Anci Manfredi e Fratelli d’Italia

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Giorgia Meloni e Gaetano Manfredi

NAPOLI – I ballottaggi delle amministrative sono a rischio. Il Governo è intenzionato a cancellare il secondo turno qualora un candidato avrà ottenuto almeno il 40%.

“Apprendiamo che, durante la discussione per la conversione in legge del decreto sulle elezioni, è stato proposto un emendamento che, se approvato, eliminerebbe il ballottaggio per l’elezione dei sindaci nei Comuni con più di 15mila abitanti qualora uno o più candidati ottengano almeno il 40% dei voti. Ricordiamo precedenti tentativi di stravolgere la legge sull’elezione diretta dei sindaci. Come accaduto in passato, ancora una volta la proposta viene peraltro fatta senza consultare i Comuni, diversamente da quanto accade per altre misure, nel pieno spirito di collaborazione istituzionale. Ci auguriamo che su questa proposta ci sia un ripensamento, poiché interverrebbe su un sistema che allo stato risulta essere il miglior sistema elettorale del nostro Paese e che finora ha operato a vantaggio dei cittadini”, ha detto il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi.

“Il sindaco esterna sulla riforma dei ballottaggi senza essersi confrontato con nessuno in Anci. Quindi è il presidente Manfredi a ignorare l’Associazione dei comuni italiani pensando che sia una cosa propria. Una ulteriore degenerazione perché ignora il suo stesso partito, il Partito democratico, di cui qualche anno fa, in rappresentanza proprio dell’Anci e in qualità di responsabile degli enti locali del Pd si pronunciò favorevolmente alla riforma. Esiste quindi il Manfredi presidente di sé stesso o del Pd del giorno?”, attacca il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, commissario regionale del partito in Campania. A destabilizzare l’Anci la mancata consultazione.

“Non si cambino le regole elettorali sui comuni senza coinvolgere i Comuni, come ha già giustamente sottolineato il presidente Manfredi. Avremo certamente modo, presto, di discuterne anche in Anci facendo esprime i sindaci. Ma non si può cambiare una regola così importante con un emendamento di notte senza alcun confronto con l’Associazione dei Comuni italiani – ha dichiarato Mattia Palazzi, vice presidente Anci con delega alle riforme istituzionali – Non è possibile continuare a stravolgere le norme sui Comuni, fuori da una complessiva riforma del Tuel e dopo aver già definito una oggettiva discriminazione sul limite dei mandati tra i comuni sotto o sopra i 15 mila abitanti. La legge elettorale sui Comuni ha sempre funzionato, non c’è alcun motivo fuori da logiche di parte per rivederla adesso e a pezzi, fuori da un ragionamento complessivo ed equilibrato su mandati, competenze, ruolo dei consigli comunali e delle giunte”. La battaglia è appena cominciata.

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