Comunali, rischio spaccatura per l’alleanza del campo largo

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Dario Abbate ed Antonio Trombetta
Dario Abbate ed Antonio Trombetta

NAPOLI – Le elezioni comunali che dovrebbero tenersi a maggio rischiano di spaccare ulteriormente il centrosinistra. In particolare in provincia di Napoli, dove andranno alle urne centri importanti come Afragola, Ercolano (con l’ex sindaco e attuale consigliere regionale Ciro Buonajuto), San Giorgio a Cremano (dove il sindaco Giorgio Zinno si è dimesso dopo l’elezione in Consiglio regionale con un plebiscito di consensi) e Portici, dove si è ripetuta la stessa dinamica con Vincenzo Cuomo.

A Frattamaggiore corre invece il sindaco uscente, il deluchiano Marco Antonio Del Prete. Buonajuto punta ovviamente a piazzare un suo candidato a Ercolano, ma dispone di un gruppo forte anche a Portici, dove potrebbe scontrarsi con i sostenitori di Cuomo.

In provincia di Caserta si voterà a Marcianise, terzo Comune per popolazione, dove è particolarmente radicato il gruppo di “A testa alta”, che fa capo al consigliere regionale deluchiano Gennaro Oliviero. Ufficialmente si tratta di una componente del centrosinistra, ma fortemente critica, tanto da rendere plausibili “alleanze creative” alle Comunali. Se si troverà un candidato di area centrista, i deluchiani potrebbero appoggiarlo, ma è difficile che questa scelta coinvolga esponenti come l’ex segretario provinciale del Pd Dario Abbate.

In questo scenario diventa complesso, per il segretario regionale del Pd Piero De Luca, rispettare il mandato ricevuto dalla leader nazionale Elly Schlein, che gli ha chiesto di tenere unita la coalizione in tutti i Comuni. Al momento è concreto il rischio di candidature contrapposte a Portici, Ercolano e San Giorgio a Cremano, fratture che potrebbero ripercuotersi anche sulla distribuzione dei posti di sottogoverno in Regione, nuova grana per il centrosinistra dopo l’archiviazione di assessorati e presidenze di commissione.

A seguire la vicenda con crescente preoccupazione sono i vari capibastone del Pd, soprattutto in vista di un’eventuale reintroduzione delle preferenze alle prossime Politiche: per ottenere voti bisogna mantenere buoni rapporti con i sindaci, ma schierarsi con un candidato significa inevitabilmente perdere il sostegno della parte opposta.

Intanto Vincenzo De Luca punta a riconquistare il Comune di Salerno, muovendosi contro il centrosinistra.
“Con le elezioni regionali – rivendica Virginia Villani, coordinatrice provinciale del M5S – abbiamo scritto una bella pagina di storia. Abbiamo quasi cambiato il paradigma della politica regionale e amministrativa dei Comuni. Parto proprio dall’esperienza che stiamo facendo in Regione Campania: il presidente Fico sta dimostrando coerenza e capacità amministrativa. È un percorso difficile, non ci facciamo illusioni, ma abbiamo dalla nostra competenza, onestà e rispetto per le persone”.

Sul candidato sindaco della coalizione, Villani spiega che “stiamo cercando di definire il perimetro e capire quale forza politica o quale candidato possa rappresentare al meglio questa coalizione. Ce ne sono”. E sul Pd aggiunge: “Stiamo aspettando, abbiamo invitato tutti”.

Per Gianfranco Valiante di Casa Riformista, “questa coalizione, che è aperta, aspetta di essere raggiunta dal Partito Socialista e dal Partito Democratico, perché siamo espressione del campo largo, anzi anche più largo. È una delle ragioni per cui non ci azzardiamo a presentare un nome”.
“Attendiamo che al tavolo – aggiunge l’ex sindaco di Baronissi ed ex consigliere regionale – siedano il Partito Socialista e il Partito Democratico, che sono forze importanti e rappresentative, per fare un ragionamento insieme”.

Da Noi di Centro, il partito di Clemente Mastella, Enrico Indelli sottolinea che “il campo largo esiste a livello regionale e ci è stato chiesto dai nostri vertici di replicarlo”.
“Io ho parlato di campo condizionato a Salerno – prosegue – perché così è. Non può esserci un convitato di pietra quando, a Napoli, il presidente Fico sta portando avanti una rivoluzione silenziosa in Regione, il sindaco Gaetano Manfredi opera a livello nazionale e internazionale e anche il Consiglio regionale, presieduto da Massimiliano Manfredi, mostra un’armonia amministrativa”.

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