Covid, Ronzulli (Fi): “Non siamo d’accordo con un liberi tutti”

Le parole del presidente dei senatori di Forza Italia

Foto Mauro Scrobogna / LaPresse 18-10-2022 Roma (Italia) Senato, nomina capogruppo senatori di Forza Italia - Nella foto: Licia Ronzulli neoeletta presidente del gruppo dei senatori di Forza Italia

MILANO – “Inserire le norme anti-Covid nel decreto sui rave non è stata la scelta migliore”. Licia Ronzulli, presidente dei senatori di Forza Italia, in una intervista a ‘La Repubblica’ afferma che “l’invito di Forza Italia non è cambiato: immunizzarsi tutti, non solo alcuni”. Sulle norme riguardanti la gestione del Covid nel Dl Rave Ronzulli osserva: “C’è stato certamente un problema di metodo. Il tema Covid è stato inserito in un decreto che affronta per lo più, e in modo condivisibile, questioni legate alla giustizia. Inserire una questione delicata come la tutela della salute pubblica in questo provvedimento non è stata la scelta migliore”.

“Le misure vanno distinte. Come ho spiegato in Aula, motivando la mia contrarietà al reintegro anticipato dei medici no vax, tutti noi ci auguriamo di non vivere mai più momenti terribili come quelli trascorsi, e speriamo davvero che l’allarme cinese resti fuori dai nostri confini. Ma se così non dovesse essere, avvallare il reintegro dei medici che non si sono sottoposti a vaccinazione rappresenta un grave precedente. Per le altre misure, al tempo del varo in Cdm, parliamo di ottobre, la situazione era sotto controllo e l’allentamento non pregiudicava il lavoro fatto fino a quel momento. Ma abbiamo detto con grande chiarezza che non siamo d’accordo con un messaggio da ‘liberi tutti’”, spiega la capogruppo di Fi in Senato.

“Francamente non vedo contraddizioni con le decisioni prese in queste ore dal ministro Schillaci, che sono state giuste e tempestive. Il decreto rave è arrivato in aula alla Camera per l’approvazione due mesi dopo la sua adozione”, prosegue Ronzulli, replicando alle parole di Meloni che “è giusto consultare il medico se si è indecisi o se si ha qualche patologia. E non c’è dubbio che fragili e anziani siano, da sempre, le categorie più a rischio. Ma, come da circolare del ministero, dobbiamo ricordare che la vaccinazione è aperta a tutti, dai bambini di 6 mesi in su”.

(LaPresse)

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