MARCIANISE – Riunioni su riunioni, incontri che si accavallano, trattative che avanzano e poi arretrano. È questo il clima che si respira nelle ultime ore attorno a ciò che re- sta dell’amministrazione, sempre più schiacciata da una crisi che rischia di travolgere definitivamente il Comune. L’impressione, sempre più diffusa, è che la strategia del ‘tenere tutto sotto traccia’, del non scoprire fino in fondo le carte e del provare a giocare su più tavoli contemporaneamente, stia producendo l’effetto opposto: confusione, sfiducia e paralisi decisionale. Gli effetti di questo caos si sono visti chiaramente negli ultimi giorni. Dopo il primo confronto di due giorni fa, l’area progressista – quella che alle elezioni aveva sostenuto Lina Tartaglione (nella foto) – era arrivata a ipotizzare un’intesa con il sindaco Antonio Trombetta. Un’operazione politica tutt’altro che banale: le forze di centrosinistra si erano dette disponibili a diventare la nuova maggioranza, dopo lo sfaldamento di quella originaria, mantenendo Trombetta alla guida dell’ente, a patto di definire con chiarezza assetto politico e squadra di governo. In quella prospettiva si lavorava per allargare il perimetro anche ai socialisti, oggi rappresentati da Giovanni Pratillo, e a figure dell’area democratica come Raffaele Guerriero, entrambi già transitati dall’opposi- zione in quella maggioranza poi implosa con l’uscita di Maria Luigia Iodice e Antimo Rondello.
Sullo sfondo restava il tentativo, più complesso, di coinvolgere anche il Movimento 5 Stelle, che però ha sempre mostrato forti resistenze a dialogare con l’attuale sindaco. Con questi numeri, il progetto avrebbe potuto portare a quota 14 consiglieri in aula, più il sindaco: una maggioranza ampia, decisamente più solida rispetto a quella che aveva governato finora Marcianise. Ma proprio mentre il centrosinistra ragionava su questa ipotesi, Trombetta inizialmente possibilista – ha scelto di tornare a confrontarsi con i ‘suoi’ (ai quali evidentemente non può rinunciare), ovvero con quei gruppi che lo hanno sostenuto fin dall’inizio e che formalmente dovrebbero ancora far parte della sua area. L’idea del sindaco, secondo quanto filtra, era ed è quella di costruire un governo di larghe intese, capace di tenere insieme pezzi diversi e di non rompere definitivamente con il centrodestra. Una linea che il centrosinistra non accetta. Le richieste arrivate dal fronte progressista sono state giudicate dal sindaco troppo rigide e incompatibili con la sua impostazione. Da qui il nuovo stallo.
Nelle ultime ore, raccontano i rumor, ci sarebbe stato anche un tentativo più ambizioso: coinvolgere riferimenti politici esterni a Marcianise per costruire un accordo trasversale che isolasse alcune componenti dell’attuale opposizione e anche segmenti di quella che fu la maggioranza, accusati di alimentare la crisi, soprattutto le aree più indigeste a Trombetta. Un’operazione che però non è andata in porto per le resistenze del centrosinistra. Il risultato è uno scenario sempre più incerto, con una città lasciata sospesa. Con i canali di dialogo logorati e le strategie che si sovrappongono senza mai chiarirsi fino in fondo, oggi l’ipotesi delle dimissioni di Trombetta non è più solo una suggestione.



















