CASERTA – Gelo fra i deluchiani sull’ipotesi di accordo per le Regionali. A nessuno piace l’idea di sostenere un avversario politico come Roberto Fico, esponente di un partito all’opposizione da 10 anni in Regione. “Non ci sono novità, nulla di particolare” taglia corto il presidente del gruppo misto Corrado Matera. E anche il capogruppo di Partito socialista italiano–Campania Libera con De Luca–Noi
di Centro–Noi Campani Gianni Porcelli non ha voglia di commentare. La contrarietà a questo accordo è palpabile e a scendere in campo è il
Partito socialista Felice Iossa, responsabile Mezzogiorno: “È il momento di accelerare sulle idee. Le elezioni regionali in Campania non possono ridursi a un congresso del Pd: servono visione, contenuti, soluzioni concrete.
“Dobbiamo ripartire – prosegue – dai bisogni reali delle persone, a cominciare dal diritto alla casa. Il Piano Casa, nelle sue radici più profonde, è un’idea socialista, fu proposta centrale del nostro congresso. Garantire dignità, sicurezza e futuro a chi è stato lasciato ai margini è priorità. È da qui che deve partire un programma credibile e innovativo per la Campania”. Contrarietà al “baratto” viene espressa anche dal segretario regionale del Psdi Nino Simeone. Da parte sua, Oliver Mollo, segretario metropolitano di Napoli di Azione, ritiene che “i
totonomi appassionino soltanto parte delle classi dirigenti dei partiti”, mentre nell’incontro dei segretari provinciali campani di Azione si è parlato di “sicurezza per i cittadini, salute, ambiente, trasporti, istruzione e lavoro”. Gli alleati “minori” avevano chiesto un tavolo di centrosinistra, si sono ritrovati con una bozza di accordo che riduce la Campania a un duopolio Pd-5 Stelle.
In queste ore si parla anche del “contentino” che dovrebbe avere il gruppo campano vicino alla Schlein, i cui principali esponenti sono il deputato Marco Sarracino e l’europarlamentare Sandro Ruotolo: i due avrebbero chiesto di esprimere il vicepresidente della Regione. In realtà l’offerta della segreteria ai De Luca è una proposta irricevibile perché Vincenzo De Luca la segreteria regionale ce l’ha già: a lui
fa riferimento la schiacciante maggioranza dei votanti. Per questo motivo la Schlein non permette la celebrazione dei congressi oramai da due anni, negando al partito la possibilità di esprimersi in modo democratico e creando una situazione imbarazzante per il Pd. Non ci vede perché De Luca dovrebbe dare alla segretaria la possibilità di uscire da questa situazione di grande difficoltà e in più consentirle di fare un accordo con il nemico giurato dei suoi dieci anni di governo. Senza contare il fatto che una parte consistente dei suoi sostenitori potrebbe decidere di abbandonarlo.