Decreto Concorrenza, c’è il via libera dal Consiglio dei ministri. Draghi: “Avviata un’operazione trasparenza. Mapperemo tutte le concessioni”

Nodo trasporto pubblico. Giorgetti chiede "tutele per chi ha già la licenza”

Foto Fabio Frustaci / LaPresse/POOL Ansa Nella Foto: il presidente del consiglio Mario Draghi

ROMA – Decreto Concorrenza: c’è il via libera dal Consiglio dei ministri dopo un paio d’ore di dibattito. Soddisfatto il premier Mario Draghi: “I governi – ha detto – hanno preso due strade sul fronte della concorrenza: alcuni hanno provato a passare delle misure molto ambiziose senza però cercare il consenso politico. Il risultato è stato che in larga parte questi provvedimenti non sono stati attuati, anche per l’opposizione di tanti gruppi d’interesse. Altri governi hanno ignorato la questione. Questo governo intraprende una terza strada, che crediamo più efficace. Avviamo un’operazione di trasparenza, e mappiamo tutte le concessioni in essere, come quelle relative alle spiagge, alle acque minerali e termali, alle frequenze. Il provvedimento di oggi – ha aggiunto il presidente del Consiglio – contiene poi molte misure utili, in un ampio raggio di settori. Adempiamo a tutti gli obblighi che avevamo assunto con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La tutela della concorrenza non si ferma comunque a questo disegno di legge. È un obiettivo trasversale a tutta la politica economica del Governo. Ne sono esempi la legge sulle lauree abilitanti, prevista dal precedente esecutivo, e la recente apertura delle tratte a medio e lunga percorrenza per i bus”

I provvedimenti

Draghi ha poi spiegato che “l’operazione di trasparenza su spiagge, acque minerali e termali, frequenze nell’ambito della legge sulla concorrenza è un provvedimento analogo a quanto ci apprestiamo a fare con il catasto. I cittadini potranno così verificare quanto ciascun concessionario paghi per esercitare la sua attività. Ci aspettiamo – ha aggiunto – che questo esercizio metta in evidenza la frammentazione delle competenze tra amministrazioni centrali e territoriali e la scarsa redditività per il governo della maggior parte delle concessioni. Oggi presentiamo il disegno di legge annuale sulla concorrenza. La legge che ci apprestiamo a varare dovrebbe avere natura annuale. Eppure, dal 2009 a oggi, è stata approvata una sola volta, nel 2017, a due anni dalla presentazione”
Nodo parità di genereIn merito al principio delle parità di genere Draghi ha chiarito che “dovrà essere assicurato nelle nomine dei dirigenti medici nella sanità e nelle procedure di nomina per le autorità indipendenti”.

Nodo trasporti

Per quanto concerne, invece, il nodo trasporti, relativo alla norma su quello pubblico la discussione rimane ancora aperta. Non a caso Il ministro Giancarlo Giorgetti avrebbe chiesto “un esplicito riferimento a tutele per chi ha già la licenza”. Inoltre si andrebbe verso una possibile modifica sulla lettera g del testo, che riguarda le sanzioni. L’Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi hanno spiegato che “l’ipotesi di introdurre il comparto del trasporto pubblico non di linea nel ddl concorrenza è per noi inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione. La normativa che disciplina il settore è già stata profondamente revisionata e adeguata ai tempi nel 2019, ed ha abbondantemente superato il vaglio di legittimità della corte costituzionale, allora presieduta dal Ministro Marta Cartabia.  Ad oggi occorre solamente concludere l’iter di riforma con l’approvazione dei previsti decreti attuativi e di un DPCM per la disciplina delle app, già nella disponibilità legislativa della Presidenza del Consiglio”. Per cui “la possibilità che le istituzioni possano cedere alle pressioni esercitate da particolari gruppi di interesse e alle fameliche mire di grandi multinazionali che gestiscono piattaforme di intermediazione tecnologica, abbandonando così i lavoratori del settore a ricatti e sfruttamento, trasformandoli di fatto da drivers in riders, vedrà la nostra ferma e dura opposizione e la nostra mobilitazione”.

Cosa dice la norma

L’articolo del ddl dedicato alla riforma di taxi e Ncc mette in risalto come sia necessario “promuovere la concorrenza nel conferimento delle licenze e garantire una miglior tutela del consumatore. In sintesi la misura parla di “una delega al Governo per adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del disegno di legge, su proposta del Mims e del Mise, un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea. In particolare – si legge nella relazione illustrativa – il decreto dovrà adeguare l’offerta di servizi alle nuove forme di mobilità esistenti che utilizzano app e piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti, riducendo gli adempimenti amministrativi a carico degli esercenti degli autoservizi pubblici non di linea”. Inoltre si dovrà adeguare “il sistema sanzionatorio per le violazioni amministrative, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, anche al fine di contrastare fenomeni di abusivismo, demandando la competenza per l’irrogazione delle sanzioni agli enti locali”.

Rinnovabili e idroelettriche

Secondo Enrico Borghi, membro Pd del Copasir e responsabile sicurezza dei dem, per evitare l’intromissione di scalate estere “serve una rilettura dell’impianto normativo del regime concessorio delle rinnovabili e delle idroelettriche in coerenza con altri regimi concessori statuali con carattere di strategicità. Se a ciò si aggiunge l’esclusione nel Ddl Concorrenza  di ogni garanzia di ritorno in termini di investimenti e di compensazioni ambientali per i territori, si comprende l’esigenza di una profonda rivisitazione dell’impianto normativo che il Parlamento dovrà operare a tutela della sicurezza nazionale”.

I tagli del Ddl

Tagliate e norme previste per incentivare il ricorso alle gare nel tpl. All’origine la misura prevedeva che “entro il 31 maggio di ogni anno le Regioni attestassero all’Osservatorio nazionale sul trasporto pubblico locale l’avvenuta pubblicazione, entro il 31 dicembre dell’anno precedente, dei bandi di gara ovvero l’avvenuto affidamento con procedure ad evidenza pubblica di tutti i servizi di trasporto pubblico locale e regionale”. Per cui “l’omessa o ritardata trasmissione dell’attestazione” avrebbe determinato “un taglio del 2% della quota assegnata alla Regione del Fondo per il concorso dello Stato agli oneri del tpl”. Nel Ddl viene bocciata anche la norma che avrebbe invece consentito ai notai una maggiore mobilità, quella nello specifico inerente l’art.28 che autorizzava “il notaio ad esercitare le sue funzioni su tutto il territorio nazionale”. Tagliata pure la norma sull’accelerazione per le autorizzazioni di nuovi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti, mentre all’esame anche la norma sulla presunzione di innocenza e il diritto a presenziare al processo nei procedimenti penali.

La nuova procedura

Per incentivare invece l’indipendenza delle varie authority la nuova legge sulla concorrenza rivede le procedure di selezione di presidenti e componenti grazie ad un Comitato tecnico per la selezione delle candidature “di cui faranno parte cinque membri indipendenti e di chiara fama che verificherà la sussistenza dei requisiti previsti e trasmetterà ai soggetti competenti alla nomina una lista di almeno quattro candidati per ogni posizione”.

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