Ercolano, il fiuto del cane Rio non sbaglia: revolver con matricola abrasa in auto, in manette 54enne

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

ERCOLANO – Un normale posto di blocco, uno dei tanti allestiti per garantire la sicurezza sulle strade. Ma è bastato il fiuto infallibile di un cane del nucleo cinofili per trasformare un controllo di routine in un importante arresto. È finita così, con le manette ai polsi, la giornata di Antonio Borrelli, 54enne della zona e volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine, ora accusato di detenzione di arma clandestina.

Teatro dell’operazione è stata la città di Ercolano, nella giornata di ieri, 7 aprile 2026. I carabinieri della compagnia di Torre del Greco, supportati dai colleghi specializzati del nucleo cinofili di Sarno, stavano conducendo un servizio di controllo straordinario del territorio, con un’attenzione particolare alla circolazione stradale, spesso veicolo non solo di infrazioni al codice ma anche di attività illecite ben più gravi. Tra i militari in servizio c’era anche Rio, un pastore tedesco addestrato a scovare armi ed esplosivi, il cui contributo si sarebbe rivelato di lì a poco decisivo.

Nel corso del servizio, la pattuglia ha intimato l’alt a una city car, una Smart, con un solo uomo a bordo. Alla guida c’era Antonio Borrelli. L’uomo, all’apparenza tranquillo, ha accostato e ha fornito senza esitazione i documenti di guida e di circolazione del veicolo. Mentre i militari procedevano con le verifiche di rito, Rio ha iniziato il suo lavoro, passeggiando con il suo conduttore attorno al perimetro della piccola auto. Pochi istanti e il cane ha cambiato atteggiamento: arrivato all’altezza della portiera del lato passeggero, ha fiutato con insistenza per poi sedersi a terra, fissando il punto con decisione.

Per i carabinieri, quel segnale è stato inequivocabile. Un codice non verbale che significa una sola cosa: lì dentro c’è qualcosa che non dovrebbe esserci. Senza perdere un istante, hanno informato Borrelli che avrebbero proceduto a una perquisizione del veicolo. Una volta aperta la portiera, Rio ha confermato i sospetti, puntando dritto con il muso sotto il sedile del passeggero.

Nascosto in quel piccolo spazio, i militari hanno trovato un involucro accuratamente occultato. Al suo interno, la scoperta che ha fatto scattare l’arresto: una pistola revolver calibro 38, perfettamente funzionante e, soprattutto, con la matricola abrasa. Un’arma “clandestina”, resa non tracciabile e pronta a sparare, come dimostravano i sei proiettili già inseriti nel tamburo. Ma non era tutto. Accanto alla pistola, un secondo pacchetto conteneva altre quattro munizioni dello stesso calibro, una scorta che la dice lunga sulle possibili intenzioni del 54enne.

Per Antonio Borrelli non c’è stato più nulla da fare. Dichiarato in arresto, è stato condotto presso la casa circondariale di Poggioreale, dove si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa del giudizio. L’arma e le munizioni sono state poste sotto sequestro. Il revolver sarà ora sottoposto ad accertamenti balistici da parte del Reparto Investigazioni Scientifiche. L’obiettivo è verificare se quella pistola sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue, rapine o altri delitti avvenuti a Ercolano o nelle aree limitrofe, un tassello che potrebbe aprire nuovi e inquietanti scenari investigativi.

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