Estate calda per il 118: mancano 70 medici

Estate calda per il 118, mancano 70 medici
Estate calda per il 118, mancano 70 medici

CASERTA – Il servizio di emergenza 118 in provincia affronta l’estate che sta per iniziare con i consueti problemi di organico e con la questione irrisolta delle chiamate per interventi non urgenti. Secondo quanto dichiara il responsabile Roberto Mannella, “mancano una settantina di medici e per questo abbiamo messo a punto un’organizzazione per macro aree, con ambulanze sia medicalizzate che senza medici a bordo: il mezzo di soccorso si sposta dove c’è bisogno”. Il 118 in Terra di Lavoro può contare su 22 presìdi, piu la centrale operativa e i  3 punti di primo soccorso a Teano, San Felice a Cancello e Capua. I medici per coprire le esigenze dovrebbero essere 144, ma ce ne sono solo una settantina, oltre a quelli che operano nei Psaut. Negli ultimi tempi il servizio 118, come tutte le specialità sanitarie di urgenza, soffre la “crisi delle vocazioni”: ai bandi per reclutare medici rispondono in pochi. All’ultimo appello per i professionisti in convenzione per 72 posti hanno risposto appena in 5. Per i liberi professionisti (che lavorano per il 118 per un numero limitato di ore e per il resto svolgono attività in altri settori sanitari) al bando di aprile scorso per 30 unità hanno risposto in 7. 

Per consentire a tutti gli operatori di avere le ferie estive si procede agli accorpamenti funzionali e i giorni di vacanza vengono spalmati dal 1° giugno al 30 settembre, come da contratto. “Siamo costretti – spiega Mannella – a procedere ad accorpamenti funzionali che garantiscono il cittadino per l’assistenza sanitaria in emergenza. Non garantiscono invece quelli che vogliono il medico a casa perché sentono che la temperatura corporea si è alzata, per misurare la pressione o per una piccola lesione dermatologica: questi casi vanno affidati alla guardia medica e ai medici della mutua. La nostra cultura ci porta a chiedere l’ambulanza con medico a bordo quando non si trova il medico di famiglia o gli operatori della guardia medica non rispondono perché sono usciti per un intervento”. 

C’è quindi un appello da fare a tutti i cittadini: “Il 118 serve solo per l’emergenza, ogni volta che ci chiamate per una stupidaggine sottraete ambulanze e personale alle vittime di un incidente stradale, di un infarto o di un ictus”. Secondo le stime di Mannella, le chiamate improprie sono il 70% del totale: su 220mila richieste all’anno, solo in 60mila casi si rende necessario l’intervento. 

Un piccolo motivo di ottimismo: nell’ultimo periodo i demenziali scherzi telefonici al 118 si sono ridotti da 2300 a 1400 all’anno. Sono sempre troppi, ma è comunque un miglioramento. 

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