Estorsione in nome del clan, 4 arresti tra Teano e Vairano Patenora. I NOMI

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Armando Aria

CASAL DI PRINCIPE – Estorsioni in nome del clan dei Casalesi: pretese di denaro e automobili avanzate tra il 2016 e il 2018 sul territorio di Teano. Chi, secondo i giudici, si è reso protagonista di tali richieste è stato portato in carcere dagli agenti della Squadra mobile di Caserta e del commissariato di Sessa Aurunca. Chi sono? Michele Giuliano Aria, 65enne, che da Tradate, dove aveva messo radici tra gli anni Ottanta e Novanta, si è poi trasferito nell’area sidicina, e i figli Michele jr, 37enne, originario di Teano e più tardi trasferitosi a Venegono Superiore, e Armando, 44enne di Vairano Patenora.

A finire in carcere è stato anche Francesco Faella, 64enne di Teano. Stando a quanto sostenuto dalla Dda di Napoli, hanno estorto denaro ai titolari di un autosalone. Michele Aria (che ha sulle spalle una condanna per mafia – gruppo Cutolo), secondo l’accusa, ha preteso denaro presentandosi con un ex cutoliano e ora vicino al clan dei Casalesi. Si è lasciato andare, dicono gli inquirenti, anche a intimidazioni, aggressioni e minacce nei confronti delle vittime. A determinare il provvedimento di cattura è stata la sentenza della Cassazione del 19 febbraio scorso. La Suprema corte ha confermato la responsabilità degli Aria in relazione all’estorsione sull’autosalone, ma ha annullato la sentenza di appello che avevano incassato in merito ai reati di lesioni – ai danni delle vittime che si erano rifiutate di consegnare a titolo gratuito un’automobile – e al porto in luogo pubblico di un’arma. Su queste condotte si esprimerà una nuova sezione della Corte partenopea. La Cassazione ha affrontato anche le vicende contestate a Lorenzo Corbisiero e Paride Corso, e per loro ha deciso di rendere irrevocabile la sentenza di secondo grado. L’indagine aveva riguardato anche l’intervento violento da parte di Michele Aria e Lorenzo Corbisiero su due fratelli affinché lasciassero un immobile situato a Teano. Le condanne che Michele Giuliano Aria, Armando e Michele Jr avevano ottenuto (rispettivamente 10 anni, 8 anni e 4 mesi e 5 anni e 8 mesi) saranno adesso rivalutate in un nuovo processo d’appello. Definitive, invece, quelle a 7 anni e 10 mesi per Faella, a 8 anni per Corso e a 7 anni e 4 mesi per Corbisiero. Nel collegio difensivo gli avvocati Fabio Russo, Fabrizio Zarone, Antonella Regine, Ciro Balbo e Zampogna.

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