NAPOLI – Un tranquillo pomeriggio di ordinaria vita di quartiere si è trasformato in un teatro di violenza cieca e brutale. Le strade di Secondigliano, e più precisamente via Giovanni Antonio Campano, sono state ieri lo scenario di un’aggressione efferata, scaturita da motivi tanto banali quanto incomprensibili, che ha visto un uomo di 63 anni scagliarsi con un coltello e un bastone contro un padre e suo figlio. L’aggressore, un volto già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti della Polizia di Stato.
Tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 6 febbraio 2026. Una discussione, forse una parola di troppo o uno sguardo interpretato male, ha acceso la miccia. In pochi istanti, la lite verbale tra il 63enne e gli altri due uomini, un 58enne e suo figlio di 30 anni, è degenerata in una furia incontrollata. L’uomo più anziano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe improvvisamente brandito un bastone e un coltello, scagliandosi contro padre e figlio con una violenza sproporzionata. Li ha colpiti ripetutamente, trasformando una banale disputa da marciapiede in un tentato massacro.
Le urla disperate e il trambusto hanno rotto la quiete del pomeriggio, allarmando i residenti e i passanti, uno dei quali ha immediatamente composto il numero d’emergenza, facendo scattare l’intervento. La nota, pervenuta alla Sala Operativa della Questura di Napoli, parlava di una “violenta lite in strada”, un codice che ha messo subito in moto le pattuglie.
Sul posto sono piombate in pochi minuti le “Volanti” dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Gli agenti si sono trovati di fronte una scena caotica: i due uomini feriti, sanguinanti, e l’aggressore, anch’egli con evidenti lesioni riportate nella colluttazione. La prontezza dei poliziotti ha permesso di bloccare immediatamente la situazione, evitando conseguenze potenzialmente ancora più tragiche. Mentre venivano allertati i soccorsi sanitari per tutti e tre i feriti, gli agenti hanno ricostruito l’accaduto, raccogliendo le prime, concitate testimonianze.
Il quadro è apparso subito chiaro. Il 63enne, identificato e controllato, è risultato avere a suo carico precedenti di polizia, anche specifici per reati contro la persona. Un dettaglio che getta un’ombra ancora più sinistra sulla vicenda, suggerendo una personalità incline alla violenza. Le armi utilizzate, il coltello e il bastone, sono state recuperate e poste sotto sequestro come corpi del reato.
Al termine degli accertamenti di rito, per il 63enne sono scattate le manette. L’uomo è stato tratto in arresto con la pesante accusa di lesioni personali aggravate dall’uso delle armi e dai futili motivi. Condotto presso gli uffici della Questura, è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che dovrà valutarne la posizione. Resta lo sconcerto nel quartiere per un’esplosione di violenza così gratuita, che ha ferito tre persone e ha dimostrato, ancora una volta, come una banale scintilla possa innescare un incendio di follia.




















