FOTO. Poggiomarino, vigilante pestato da due writer che pitturano i convogli dell’Eav

445
Raffaele, guardia giurata di Poggiomarino

POGGIOMARINO – Un pomeriggio che doveva essere di routine si è trasformato in un incubo per una guardia giurata della Cosmopol, aggredita brutalmente mentre svolgeva il proprio servizio di vigilanza alla stazione Eav di Poggiomarino, in provincia di Napoli. L’episodio, avvenuto attorno alle 18 di sabato, ha scosso la comunità locale e riacceso il dibattito sulla sicurezza dei lavoratori del settore privato, spesso lasciati isolati di fronte a situazioni ad altissimo rischio. Secondo la testimonianza diretta della vittima, erano circa le 17:54 quando è stato aggredito: “Sono stato aggredito da due ragazzi – racconta Raffaele, il vigilante – sono le persone che pitturano ormai da anni il 90% dei treni Eav, gli stessi che hanno imbrattato anche il treno nuovo a Sarno”. Il vigilante mostra le ferite sul volto: un occhio tumefatto, il
taglio sanguinante lungo un lato del viso, segni evidenti di pugni ripetuti che gli hanno lasciato profonde contusioni.

“Questo video lo utilizzerò per fini legali, per tutelarmi contro queste persone e contro chi non mi tutela all’interno dell’azienda”, aggiunge, postando la drammatica registrazione sui propri profili social. Il video è stato rilanciato da figure di rilievo come Giuseppe Alviti, presidente
dell’Associazione nazionale delle Guardie giurate, e dal parlamentare Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), alimentando la discussione nazionale sul tema della sicurezza dei lavoratori della vigilanza privata. Il Sindacato autonomo vigilanza privata non ha tardato a prendere posizione, definendo l’episodio come “vergognoso” e denunciando la condizione in cui operano le guardie giurate: “Figlie di un dio minore”, si legge in un comunicato. Una definizione che punta il dito contro le carenze di sicurezza, le modalità di appalto e le responsabilità istituzionali. La nota evidenzia che il vigilante aggredito era l’unico operatore presente sul posto durante un servizio serale, una condizione che “non sarebbe mai affidata, per regolamento, a un operatore isolato delle forze di polizia”.

Il sindacato sottolinea inoltre che “l’uso legittimo delle armi da fuoco non è regolamentato”, la- sciando i lavoratori esposti a “gravi conseguenze” in caso di escalation violenta. Viene criticata anche l’efficienza dei soccorsi successivi all’aggressione e denunciato il progressivo arretramento della polizia ferroviaria. La nota si conclude con un’accusa diretta alla politica e al Ministero dell’Interno: “Fingono di non vedere l’enorme buco nel raccordo tra sicurezza privata e sicurezza pubblica”, rifiutando il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale alle guardie giurate. Il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, ha già annunciato la volontà di incontrare personalmente il vigilante aggredito, per capire le circostanze dell’accaduto e ribadire l’impegno dell’ente nella protezione dei propri dipendenti. Nel frattempo, la vicenda ha acceso i riflettori sulle condizioni lavorative dei vigilanti privati che operano su treni e stazioni, spesso esposti a rischi estremi senza adeguata copertura o strumenti di tutela.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome