OTTAVIANO – Una donna di 31 anni, moglie e madre, morta in casa a causa di gravi ustioni riportate in circostanze ancora tutte da chiarire. La tragedia ieri mattina a Ottaviano. Il caso ha suscitato grande preoccupazione e mistero, in quanto i dettagli che emergono sono contrastanti e le circostanze restano ancora poco chiare. Lucia Iervolino, madre di tre bambini di 11, 3 anni e 8 mesi, è stata trovata in gravi condizioni nella sua abitazione di via Ferrovie dello Stato, ad Ottaviano, dopo che un incendio, o un’esplosione, l’aveva avvolta con fiamme terribili. L’intervento dei soccorritori è stato tempestivo, ma purtroppo la donna è giunta in condizioni disperate all’ospedale di Nola, e successivamente è stata trasferita d’urgenza al Cardarelli di Napoli. Nonostante gli sforzi dei medici, Lucia è deceduta poco dopo, vittima di ustioni di terzo grado che ricoprivano gran parte del suo corpo, alcune delle quali particolarmente gravi. L’ipotesi iniziale formulata dagli investigatori riguarda un gesto estremo, ma le circostanze che hanno portato alla morte della giovane donna sono tuttora incerte. Il marito di Lucia è stato interrogato per ore nella caserma dei carabinieri.
La sua versione dei fatti solleva più di una perplessità. L’uomo avrebbe dichiarato di non essere stato in casa al momento dell’incidente, affermando di essere uscito con una delle figlie della coppia. Tuttavia, una testimone avrebbe collocato l’uomo all’interno dell’abitazione proprio nei momenti della tragedia. Una discrepanza che non è passata inosservata agli occhi degli inquirenti, che stanno valutando con grande attenzione il suo racconto. Le prime voci che si sono diffuse tra i vicini di casa indicavano un possibile malfunzionamento di un phon come causa dell’incendio. Si è ipotizzato che, dopo essere uscita dalla doccia, Lucia abbia attivato l’apparecchio che, per qualche ragione, sarebbe esploso o preso fuoco, provocando le gravi ustioni che le sono state fatali. Tuttavia, si tratta ancora di un’ipotesi non confermata e gli investigatori preferiscono non trarre conclusioni affrettate. Più accreditata l’ipotesi che vede Lucia cospargersi di liquido infiammabile e darsi fuoco da sola. Il motivo è ancora ignoto. Forse le cause sono collegate alla durata dell’interrogatorio del marito. Il quadro che si sta delineando è complesso e inquietante. La testimonianza discordante del marito, la possibile presenza di un altro elemento esterno come l’incendio di un apparecchio, insieme alle gravi condizioni in cui è stata trovata la vittima, pongono interrogativi cruciali.
La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per chiarire la dinamica dell’incidente e stabilire con certezza le cause di quanto accaduto. Il sequestro dell’abitazione in cui si è consumata la tragedia è stato disposto, per permettere agli inquirenti di raccogliere tutti gli elementi utili per una ricostruzione completa. Per l’intero pomeriggio, il marito di Lucia Iervolino è stato ascoltato dal sostituto procuratore Aurelia Caporale. L’interrogatorio è durato circa cinque ore, ma ancora non sono emerse informazioni definitive. Le domande che gli inquirenti pongono sono molteplici: se il marito fosse davvero fuori casa come dichiarato, quale altro motivo potrebbe aver portato la donna a trovarsi sola e in una condizione così pericolosa? E perché una testimone avrebbe riferito di averlo visto proprio nel luogo del dramma? Lucia Iervolino era molto conosciuta nella zona, anche per la sua famiglia che viveva a poca distanza, con la madre e la sorella che occupano abitazioni vicine. Nonostante la tragedia, la comunità non ha potuto fare a meno di notare il mistero che circonda le circostanze della morte della giovane madre. Gli abitanti di Ottaviano sono scossi e preoccupati, sperando che la verità emerga presto. Gli investigatori, per ora, mantengono il massimo riserbo. Mentre le indagini proseguono, resta il dolore della famiglia e la domanda che ancora non trova risposta: com’è morta di Lucia Iervolino?
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