ARZANO – Una serata di controlli ad alta tensione si è trasformata in un inseguimento mozzafiato, culminato con un doppio arresto e il sequestro di un’arma clandestina, pronta a fare fuoco. È il bilancio di un’operazione condotta nella tarda serata di ieri dai Carabinieri della Tenenza locale, supportati dai colleghi della Compagnia di Casoria, impegnati in un massiccio servizio di controllo del territorio volto a contrastare l’illegalità diffusa.
Il cerchio si è stretto attorno a via Alberto Barone, una delle strade finite sotto la lente d’ingrandimento dei militari. È qui che una pattuglia ha notato due giovani, fermi con fare sospetto accanto a uno scooter. L’esperienza e l’intuito degli uomini dell’Arma hanno suggerito di procedere a un controllo. I due, un 22enne napoletano già noto alle forze dell’ordine e un 23enne di Casoria, sorprendentemente incensurato, hanno reagito in modo diametralmente opposto. Mentre il più grande si è mostrato subito collaborativo, alzando le mani e non opponendo alcuna resistenza, il 22enne ha scelto la via della fuga.
Con uno scatto fulmineo, il giovane ha iniziato a correre a perdifiato nel tentativo di dileguarsi tra i palazzi e le vie limitrofe. Ne è nato un inseguimento a piedi, concitato e pericoloso. I Carabinieri, senza mai perderlo di vista, si sono lanciati alle sue calcagna. La corsa disperata del fuggitivo è durata però solo poche decine di metri. Inciampando rovinosamente, è caduto a terra. Proprio in quel momento, dall’impatto con l’asfalto, un oggetto metallico è schizzato via dalla sua presa.
I militari lo hanno raggiunto e bloccato in una frazione di secondo, mentre altri colleghi si sono immediatamente diretti verso l’oggetto caduto. A terra giaceva una pistola semiautomatica calibro 7,65. L’arma non era solo carica: aveva la matricola abrasa, un dettaglio che la qualifica come “clandestina” e la rende irrintracciabile, e, particolare ancora più inquietante, il cane era armato. Era pronta a sparare, un’arma letale che avrebbe potuto essere usata in qualsiasi istante. Con estrema cautela, i Carabinieri l’hanno raccolta, messa in sicurezza e posta sotto sequestro.
Per i due giovani sono scattate le manette con le pesanti accuse di detenzione di arma clandestina e ricettazione in concorso. Dopo le formalità di rito, sono stati entrambi tradotti presso la casa circondariale, in attesa di comparire davanti all’autorità giudiziaria. Ora le indagini proseguono su un doppio binario. Da un lato, si cercherà di capire il ruolo del 23enne incensurato e cosa ci facesse in compagnia del pregiudicato con una pistola carica. Dall’altro, l’arma sequestrata sarà inviata al Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per essere sottoposta ad accertamenti balistici. L’obiettivo è verificare se quella pistola sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue, agguati o atti intimidatori che hanno macchiato la cronaca dell’hinterland napoletano.



















