Funerali vietati per Fabio Ascione, 20enne ucciso a Ponticelli. Il consigliere Gragnano: “Un errore”

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Fabio Ascione
Fabio Ascione

NAPOLI – Funerali vietati per Fabio Ascione e scoppia la polemica. L’altro ieri si è svolto un flash mob spontaneo di circa 600 persone nonostante sia stata vietata la fiaccolata.

La parte buona e maggioritaria di Napoli est ha il diritto di poter essere accanto alla famiglia ed agli amici di quello, che con il passare delle ore, si configura sempre più come l’ennesima vittima innocente. Lo dice a chiare lettere Patrizio Gragnano consigliere alla sesta Municipalità: “Pur comprendendo la prassi consolidata e il fatto che sia ancora in corso le indagini, ritengo profondamente sbagliato vietare i funerali pubblici”. Quindi scende nei dettagli: “Senza entrare nel merito di un lavoro che non è il mio, se viene ucciso un ragazzo di 20 anni che sia per uno sbaglio o per una lite tra ragazzi, non si può ragionare per schemi senza guardare oltre le impressioni. Esiste un tema enorme relativamente al possesso di armi ed alla facilità di reperirle, sui modelli, sulla mancanza di alternative e all’abbandono di interi pezzi di un territorio che ha la più alta dispersione scolastica”.

E ancora: “La parte buona e maggioritaria di Napoli est, ha il diritto di poter essere accanto alla famiglia ed agli amici del ragazzo. Al momento si configura sempre più come l’ennesima vittima innocente. Credo che le istituzioni tutte debbano palesare la propria presenza così come lo stanno facendo in queste ore tanti cittadini di Ponticelli. È finito il tempo dell’opportunità e della prudenza, la città non deve più avere zone franche, dove un ragazzo può cadere sotto i colpi di una pistola dopo aver banalmente finito di lavorare”.

Secondo gli elementi raccolti fino a ora dai carabinieri, Fabio Ascione, incensurato, alle cinque del mattino aveva terminato il turno di lavoro alla sala bingo a Cercola e prima di tornare a casa aveva telefonato alla madre, per avvertirla che sarebbe andato al bar per prendere dei cornetti. È stato colpito al torace da una pallottola esplosa da un’auto. Chi ha sparato non è uscito dalla macchina. Questi dettagli della dinamica, oltre al fatto che il 20enne incensurato era un lavoratore lontano dai contesti della criminalità, spingono i militari a ipotizzare un errore del commando: Ascione potrebbe essere stato scambiato per un’altra persona, o colpito durante una ‘stesa’ per errore.

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