Grazzanise vale 5 milioni e mezzo: lo studio rilancia il progetto aeroporto

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Aeroporto Grazzanise e Roberto Fico
Aeroporto Grazzanise e Roberto Fico

CASERTA – Aeroporto di Grazzanise sì, aeroporto forse, aeroporto mai. Un dibattito che ciclicamente torna al centro della scena politica e istituzionale, ma che oggi si fonda su numeri e proiezioni. A rilanciarlo è lo studio commissionato dalla Regione Campania al professor Fulvio Simonelli dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha analizzato domanda potenziale, crescita del traffico e capacità futura degli scali regionali.

L’analisi parte da un presupposto chiaro: la domanda di un nuovo aeroporto non deriverebbe principalmente da nuovi viaggiatori né da un trasferimento significativo dall’alta velocità ferroviaria, considerato marginale, ma dalla futura diversione di passeggeri da altri scali, in particolare dall’Aeroporto di Napoli-Capodichino. Oggi il fenomeno appare contenuto, ma è destinato a crescere con l’emergere di vincoli legati a capacità e congestione dello scalo partenopeo.

I numeri spiegano perché. Capodichino ha più che raddoppiato il traffico nell’ultimo decennio, con una crescita costante dal 2014, fatta eccezione per la parentesi Covid. Negli ultimi due anni l’incremento si è stabilizzato tra il 2% e il 3%, mentre dal 2022 il tasso medio annuo di crescita si attesta intorno al 6%. Le previsioni del Piano aeroportuale 2012 indicavano per Napoli tra 10 e 13 milioni di passeggeri al 2030, soglia già raggiunta e superata con cinque anni di anticipo. La proposta di Piano 2022 stima invece un traffico compreso tra 15,7 e 18,7 milioni di passeggeri al 2035, precisando però che una parte della domanda resterà insoddisfatta per limiti di sicurezza e impatti territoriali, e dovrà essere redistribuita in una logica di sistema. È qui che lo studio individua il ruolo strategico di Grazzanise.

Secondo l’analisi degli scenari di saturazione, senza un nuovo aeroporto il 67% degli utenti costretti a spostarsi da Napoli subirebbe un aumento dei tempi di accesso superiore ai 40 minuti, mentre il 30% supererebbe i 50 minuti, con un ritardo medio di circa 35 minuti. Con Grazzanise operativo, invece, il 50% dell’utenza non registrerebbe aggravii o avrebbe incrementi inferiori ai 10 minuti, riducendo il ritardo medio a circa 8 minuti. Solo questo miglioramento genererebbe un beneficio economico stimato in 5,5 milioni di euro per ogni milione di passeggeri deviati, valore che – secondo lo studio – giustificherebbe investimenti analoghi a quelli destinati all’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi, che nel 2025 ha registrato 364.787 passeggeri fino a novembre.

Restano tuttavia incerti i reali limiti di crescita futura di Capodichino, non solo sul piano operativo dei voli ma anche sul versante dei servizi ai passeggeri, della congestione e degli impatti ambientali, tema al centro delle proteste di comitati e associazioni cittadine. In questo quadro Grazzanise non viene indicato come alternativa immediata, ma come infrastruttura necessaria per garantire resilienza e sviluppo al traffico aereo regionale, anche alla luce del forte aumento del turismo in Campania e del sottoutilizzo di aree come il litorale casertano.

Il tema è stato rilanciato nel 2023 con l’ipotesi di utilizzare la pista della base militare del 9° Stormo Francesco Baracca anche per finalità commerciali, immaginando Grazzanise come possibile hub logistico. Il sindaco Enrico Petrella, insieme all’allora consigliere regionale Alfonso Piscitelli, portò la proposta all’attenzione del ministro della Difesa Guido Crosetto per ottenere un via libera.

Successivamente la Regione Campania, con Vincenzo De Luca alla guida, ha chiesto con una lettera al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini l’inserimento dello scalo nel nuovo piano aeroportuale nazionale. Il Governo, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, non ha espresso contrarietà formale. Di recente il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante e il parlamentare di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, a margine di un confronto con Enac e Gesac, hanno ribadito l’intenzione di lavorare sia sul potenziamento dello scalo di Salerno sia sul miglioramento di Capodichino, confermando però la volontà di portare avanti l’inserimento di Grazzanise, ritenuto fondamentale per una mobilità più capillare.

Il dossier è stato presentato anche al neo-vicegovernatore Mario Casillo, numero due del presidente Roberto Fico. Negli ultimi mesi del suo mandato, De Luca aveva aperto all’ipotesi dell’aeroporto in provincia di Caserta. Ora resta da capire quale posizione assumerà l’esecutivo guidato da Fico.

Se oggi si torna a parlare dello scalo casertano è perché lo suggeriscono i dati prima ancora della politica: la questione non è più se serva immediatamente un nuovo aeroporto, ma come gestire la crescita futura del traffico aereo una volta raggiunti i limiti strutturali di Napoli. E, secondo lo studio della Federico II, Grazzanise rappresenta una delle poche soluzioni in grado di sostenere quella crescita senza penalizzare utenti e territorio.

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