ROMA (Irene Panzeri) – Un missile balistico lanciato dall’Iran è stato intercettato in volo dalle difese della Nato prima di entrare nello spazio aereo della Turchia, segnando un nuovo allargamento del conflitto in corso in Medio Oriente. Secondo la Cnn, ad abbattere il missile – che aveva già sorvolato Siria e Iraq – sarebbe stato un cacciatorpediniere degli Stati Uniti in navigazione nel Mediterraneo orientale.
“Ricordiamo a tutte le parti che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi azione ostile contro il nostro Paese”, ha reagito il ministero della Difesa turco, mentre il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha telefonato al suo omologo iraniano Abbas Araghchi per sottolineare che “devono essere evitate tutte le misure che potrebbero aggravare il conflitto e contribuire alla sua diffusione”. Poco dopo, l’ambasciatore iraniano è stato convocato ad Ankara.
Fonti diplomatiche hanno però rivelato che il missile non aveva come obiettivo la Turchia, ma sarebbe stato diretto verso Cipro, dove le basi militari del Regno Unito sono già state prese di mira negli ultimi giorni. In ogni caso, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha chiarito che l’episodio non rappresenta un motivo per l’attivazione dell’articolo 5 della Nato sulla difesa collettiva.
In un punto stampa al Pentagono, Hegseth ha piuttosto rivendicato come “l’America stia vincendo in modo devastante” contro l’Iran e ha sostenuto che entro una settimana Stati Uniti e Israele “avranno il controllo completo dei cieli iraniani”. Tra i successi militari citati dal segretario alla Difesa c’è l’uccisione di Farhad Shakeri, indicato come “il capo dell’unità iraniana che ha tentato di assassinare il presidente Trump” in vendetta per l’uccisione del generale Qasem Soleimani nel 2020.
Il colpo rivendicato con maggiore enfasi da Washington è però quello che Hegseth ha definito “il primo affondamento di una nave nemica tramite siluro dalla Seconda guerra mondiale”. Il bersaglio, la fregata iraniana Iris Dena, è affondato al largo delle coste dello Sri Lanka dopo essere stato colpito da un sottomarino statunitense. Almeno 87 delle 140 persone a bordo sarebbero morte.
Nel frattempo Israele ha continuato a bombardare l’Iran. Tra le città colpite figurano, oltre a Teheran, anche Karaj, la città santa sciita di Qom, Behbahan, Kermanshah, Khorramabad, Shiraz e Tabriz. L’intensità dei raid ha costretto a rinviare a data da destinarsi il funerale dell’ayatollah Ali Khamenei, che avrebbe dovuto iniziare ieri sera e protrarsi per tre giorni.
Non si fermano neppure i bombardamenti sul Libano, dove finora si registrano 72 morti, mentre nel sud si intensificano i combattimenti tra le truppe dell’Idf e i miliziani sciiti di Hezbollah. “L’aggressione militare americano-sionista non ci ha lasciato altra scelta che difenderci”, ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha invitato i “Paesi vicini e amici” colpiti dall’esercito di Teheran a compiere “uno sforzo congiunto per la pace”.
Intanto i Pasdaran hanno rivendicato il controllo totale dello Stretto di Hormuz e continuano nel loro intento dichiarato di “distruzione completa delle infrastrutture militari ed economiche della regione”. A loro viene attribuita anche la responsabilità del blackout che ha lasciato senza elettricità l’intero Iraq, situazione che ha spinto gli Stati Uniti a invitare i propri cittadini a lasciare immediatamente il Paese.



















