NAPOLI – Una faida tra giovanissimi combattuta a colpi di pistola nel cuore della città, con l’ombra inquietante della camorra a fare da sfondo. Si è stretta la morsa delle forze dell’ordine attorno al gruppo di fuoco che, nella notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso, trasformò Piazza Carolina in un teatro di far west urbano. Su delega della Procura della Repubblica e della Procura per i Minorenni di Napoli, la Polizia di Stato ha eseguito lo scorso 10 gennaio un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di sette soggetti, di cui ben quattro minorenni. Le accuse sono pesantissime: tentato omicidio, porto e detenzione di arma da sparo, il tutto aggravato dalle modalità mafiose previste dall’articolo 416 bis, un’imputazione che certifica come l’escalation di violenza tra queste bande giovanili ricalchi ormai i metodi e gli obiettivi della criminalità organizzata adulta.
L’operazione, condotta congiuntamente dalla Squadra Mobile e dai Commissariati di San Ferdinando e Montecalvario, ha visto la cattura di sei dei sette destinatari del provvedimento. Uno dei tre maggiorenni, inizialmente sfuggito alla rete degli investigatori, ha deciso di porre fine alla sua latitanza costituendosi nella notte tra domenica e lunedì presso la casa circondariale di Secondigliano. Resta invece tuttora irreperibile uno dei quattro minorenni coinvolti.
Il provvedimento cautelare è il frutto di un’indagine meticolosa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i Minorenni, che ha permesso di ricostruire nei minimi dettagli la notte di terrore di un mese fa. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, analizzate fotogramma per fotogramma, sono state decisive. Hanno immortalato la sequenza agghiacciante: un gruppo di ragazzi, provenienti dai Quartieri Spagnoli, che arriva in piazza e apre il fuoco contro un gruppo di coetanei rivali, riconducibili alla zona del Pallonetto di Santa Lucia. Gli spari, esplosi ad altezza d’uomo, non lasciano dubbi sull’intenzione omicida. La reazione del gruppo avversario non si è fatta attendere, innescando un’ulteriore sparatoria e una serie di “stese” – le intimidatorie scorribande armate – lungo le vie di fuga, seminando il panico tra i passanti.
Questo episodio, secondo gli inquirenti, non è un fatto isolato, ma si inserisce in una preoccupante sequela di scontri per il controllo del territorio tra gruppi criminali giovanili che insistono su quartieri limitrofi, pronti a tutto per affermare la propria egemonia. Una guerra tra poveri che diventa sempre più feroce e che attinge a piene mani dal repertorio della camorra.
All’esito delle udienze di convalida, i Giudici per le Indagini Preliminari competenti hanno confermato la gravità del quadro indiziario. Per i due indagati maggiorenni è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per i tre minorenni fermati si sono aperte le porte di un istituto penale per minorenni (IPM). Si ricorda che, trattandosi di una misura disposta in fase di indagini preliminari, questa potrà essere oggetto di appello da parte degli indagati, i quali sono da considerarsi presunti innocenti fino a una sentenza di condanna definitiva.





















