POMIGLIANO D’ARCO – Un boato assordante, nel cuore della notte, nel silenzio di Pomigliano d’Arco. E un un intero quartiere nel panico. Erano da poco passate le 3.30 quando la filiale Bnp tra via Passariello e via Semola è stata teatro di un violento raid notturno: un’esplosione di una potenza devastante, tale da poter uccidere, ha distrutto la parte anteriore dell’istituto di credito. Solo per una circostanza fortuita non si contano feriti o vittime. Un episodio gravissimo, che assume contorni ancora più inquietanti se si considera che appena 24 ore prima il prefetto aveva disposto un rafforzamento dei controlli nell’area vesuviana proprio in risposta alla recrudescenza dei furti e degli assalti agli sportelli bancari. Un segnale chiaro dello Stato, che però non è bastato a fermare la mano dei criminali.
Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero agito con modalità paramilitari. Dopo aver sfondato la vetrina della filiale, i malviventi si sarebbero introdotti all’interno e avrebbero posizionato un ordigno esplosivo di elevata potenza per far saltare i bancomat. L’esplosione è stata violentissima: un’onda d’urto che ha fatto tremare i palazzi circostanti, infranto vetri, divelto infissi e causato ingenti danni strutturali. I ladri, nonostante la brutalità dell’azione, non sono però riusciti a portare via gli sportelli automatici. Il boato è stato avvertito distintamente in tutto il quartiere. Decine di residenti si sono svegliati di soprassalto, molti sono scesi in strada in preda alla paura, convinti che fosse scoppiata una bomba o che fosse in corso un attentato. Un’esplosione paragonata da più testimoni a quella di un ordigno militare artigianale, in una zona urbana densamente abitata e attraversata anche di notte da pedoni e automobilisti.
Bastava un attimo, una presenza casuale davanti alla filiale, e il bilancio sarebbe potuto essere tragico. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri, che hanno isolato l’area e avviato le indagini. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’attacco, analizzando i danni, i residui dell’esplosivo e le immagini delle telecamere di videosorveglianza, nel tentativo di individuare i responsabili. Al centro degli accertamenti c’è anche il tema, sempre più urgente, del rischio per la pubblica incolumità legato all’uso di esplosivi di tale potenza in contesti cittadini. Il raid alla Bnl di Pomigliano d’Arco non è un episodio isolato, ma si inserisce in una preoccupante escalation di assalti agli istituti di credito nel Napoletano.
Nella stessa città, solo poche settimane fa, era stato scoperto un tunnel sotterraneo, illuminato e già operativo, nei pressi di un’altra banca in viale Terracciano. La stessa filiale Bnl era già finita nel mirino in un precedente tentativo notturno, segno evidente di una strategia criminale insistente e organizzata. Ma il fenomeno va ben oltre i confini di Pomigliano. Colpi tentati e, in alcuni casi, messi a segno si registrano in tutta la provincia di Napoli. E’ una vera e propria emergenza di ordine pubblico che investe l’intera Città metropolitana e mette sotto pressione le forze dell’ordine. Carabinieri e polizia sono chiamati a fronteggiare un’offensiva notturna diffusa, con risorse limitate rispetto all’estensione del territorio e al numero di obiettivi sensibili. Tant’è che poche ore prima, mercoledì mattina, il prefetto aveva disposto l’incremento dei controlli nell’area vesuviana in seguito al raid all’Atm dell’ufficio postale di San Gennarello, a Ottaviano.























