CASERTA – “Ci vuole tempo per ricominciare per abituarsi alla fine”: eh sì purtroppo. Abituarsi alla fine di un concerto dei Ministri è sempre impresa ardua perché le due ore di concerto della band meneghina ti elettrizzano, ti sfondano i timpani e ti spingono al pogo più sfrenato. L’adrenalina resta in corpo per diverso tempo e ti fa affrontare con il sorriso anche i giorni successivi. E’ quell’energia del rock che, per fortuna, resiste di fronte all’attacco della trap e di altre melodie moderne.
Chitarra, basso e batteria: al Lizard Club il trio meneghino ritorna alla iniziale storica composizione con le parole del cantante Divi che sono profonde più di altre band. I testi producono un senso ben definito e sono veri specchi di cosa rappresenta la società sociale. “Poveri Noi” e “Piazza” su questa falsariga. Frustrazioni, miti del consumismo, quotidianità distorte vengono raccontate con quel rock tambureggiante, che sa di alternative ed altri momenti di punk. Perché le influenze sono enormi ed esplodono dietro le schitarrate di Federico e le martellate di Michele alla batteria.
Il Lizard è strapieno fino all’osso: il sold-out dà ragione ai soci nella scelta di ospitare la data del Provincia Popolare Tour. Già da una settimana non c’era un posto libero in platea, si crea una sinergia band-pubblico effervescente. Nei primi pezzi introspettivi l’ascolto è intenso da parte del pubblico che s’infiamma totalmente a pezzi come “Spaventi” e “Aurora”. Dal palco Divi più volte fa riferimento al concetto di solidarietà tra persone nella vita in generale ed anche nel luogo del concerto, chiedendo ad ognuno di stare attento al proprio vicino, onde evitare di far male.
Prima di iniziare “La mia giornata che tace”, Federico coglie l’occasione anche ricordare la serata dell’8 maggio 2009 al CSOA Ex Canapificio e la partitella di calcio con i militanti del centro sociale ed i migranti giunti dall’Africa. Caserta ospitò i Ministri, così come in quegli anni anche l’Atellana Sound al Casale di Teverolaccio a Succivo e l’Associazione Culturale Majeutica di Marcianise. Un legame imprescindibile che quest’anno è proseguito a distanza di oltre 16 anni, nella data esclusiva del tour, tanto che il pubblico è arrivato da tutta la Campania pur di non perdersi la serata.
Prima del break il Lizard entra in un altro mondo. Divi scende dal palco ed invita la folla a sedersi mentre la band suona “Terre Promesse” e Divi canta quasi come se fosse in acustico: è la magia del rock. E’ un momento inedito ed irripetibile che solo chi era presente al Lizard Club potrà ricordare nel suo cuore.
Dopo il break, i Ministri tornano con Fari Spenti, “Vicenza (la voglio anche io una base a”, Palude e poi balzo nel 2013 con “Sentire” ed il ritornello che ti entra nella testa “Ma io volevo solo stare bene”. Nonostante la conclusione sia dietro l’angolo, Divi stravolge la scaletta ed aggiunge un pezzo che non poteva mancare, “Bevo”, una delle hit principali del gruppo milanese che ha milioni di visualizzazioni sulle piattaforme. Tutte e tutti si divertono in un pogo caloroso che prosegue con “Abituarsi alla fine”, con il cantante che fa stage diving. “E’ tutto vero, è tutto vero…ci siamo solo persi di vista”. Ministri, mancate già.


















