TEANO – Una svolta significativa segna le indagini sul devastante incendio che, a partire dal 16 agosto 2025, ha carbonizzato per quindici giorni l’impianto di stoccaggio “Campania Energia” in località Palmieri. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha infatti iscritto nel registro degli indagati sette persone, chiamate a rispondere, a vario titolo, delle dinamiche legate alla gestione del sito e alla sicurezza dello stesso. Al centro degli accertamenti giudiziari figura il sindaco di Teano, Gianni Scoglio, coinvolto nella sua qualità di custode giudiziario dell’area. Insieme al primo cittadino risultano indagati Antonio Napolano, 77 anni, di Marano; Palma Napolano, 49 anni, di Villaricca; Maria Rosaria Rescigno, 77 anni, di Villaricca; Giovanni Solino, dirigente del settore Ambiente della Provincia di Caserta; Gianfranco Lombardi, 56 anni, dell’Istituto Vendite Giudiziarie; e l’imprenditore di Caiazzo Salvatore Di Palma, 55 anni.
Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Camirlingo, ha recentemente compiuto un passo decisivo nominando un consulente tecnico per l’esecuzione di una perizia irripetibile. L’obiettivo del quesito tecnico è mappare con precisione l’origine del rogo che ha divorato migliaia di tonnellate di rifiuti, sprigionando per due settimane una nube tossica che ha allarmato l’intero territorio sidicino. Il perito dovrà stabilire con certezza scientifica la natura dell’evento: se l’incendio sia stato di matrice dolosa, frutto quindi di un’azione volontaria, oppure colposa, derivante da negligenza, imprudenza o mancata osservanza delle norme di sicurezza nella gestione dei materiali stoccati. L’inchiesta punta a fare piena luce non solo sulle cause scatenanti, ma anche sulle eventuali omissioni che potrebbero aver facilitato la propagazione delle fiamme. Il disastro ambientale dello scorso agosto ha lasciato ferite profonde a Teano, sia per l’impatto sulla salute pubblica causato dai fumi irrespirabili, sia per le ombre che da tempo gravavano sulla struttura di località Palmieri. Gli accertamenti tecnici dei prossimi giorni saranno fondamentali per cristallizzare le responsabilità e restituire verità a una comunità che per quindici giorni ha vissuto nell’incubo dei veleni.



















