Il conto della pizza è di 40 euro, ma per lei è l’arresto: ricercata si tradisce a Boscotrecase

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

BOSCOTRECASE – Una cena in pizzeria come tante, un conto da saldare e una serata che dovrebbe concludersi con una passeggiata. Ma per una coppia, ieri sera, l’epilogo è stato decisamente più amaro e inaspettato, soprattutto per lei. Quella che doveva essere una semplice insolvenza fraudolenta, un reato fin troppo comune nelle cronache locali, si è trasformata in un arresto che ha spalancato le porte del carcere a una donna ricercata dalla giustizia.

La vicenda ha inizio in una pizzeria di via Nazionale, nel cuore di Boscotrecase, comune alle pendici del Vesuvio. Una coppia, lei 38enne di origini romene, lui 32enne marocchino, si accomoda a un tavolo. Ordinano due pizze, delle bibite, e consumano la loro cena in un’apparente tranquillità. Tutto sembra procedere secondo la norma, fino al momento del conto. La titolare del locale presenta lo scontrino: 40 euro. Un importo onesto, che però la coppia non ha alcuna intenzione di saldare.

È qui che la storia prende una piega insolita. Non ci sono tentativi di fuga, né scuse fantasiose come la classica “sigaretta” da cui non si fa più ritorno. Di fronte alla richiesta di pagamento, i due, con una calma quasi surreale, dichiarano candidamente: “Non abbiamo soldi e non pagheremo. Chiamate pure i Carabinieri, denunciateci”. La loro serenità spiazza la proprietaria, che, non avendo altra scelta, compone il 112.

In pochi minuti, una pattuglia dei Carabinieri della stazione di Trecase giunge sul posto. I militari si trovano di fronte la coppia, ancora seduta al tavolo, e la titolare esasperata. La procedura sembra quella di routine: identificazione e denuncia per insolvenza fraudolenta, il reato previsto dall’articolo 641 del codice penale che punisce chi, dissimulando il proprio stato di insolvenza, contrae un’obbligazione con il proposito di non adempierla. Ma i due complicano subito le cose, affermando di non avere con sé i documenti d’identità.

Questo dettaglio, unito alla loro ostentata tranquillità, insospettisce i militari. Non si tratta dei soliti “furbetti” della cena a scrocco. C’è qualcosa di più. Decidono quindi di approfondire il controllo, accompagnando la coppia in caserma per un’identificazione più accurata. Ed è qui che, dai terminali del sistema di indagine, emerge la sorpresa che cambia radicalmente il destino della donna.

La 38enne romena non è una semplice cliente insolvente. Sul suo capo pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento era stato emesso dal Tribunale di Lucca, in Toscana, a seguito di reiterate violazioni di prescrizioni che le erano state imposte in precedenza dall’Autorità Giudiziaria. In sostanza, la donna era ricercata e doveva essere assicurata alla giustizia. La cena non pagata a Boscotrecase è stata la trappola involontaria che ha posto fine alla sua latitanza.

L’epilogo della serata è stato quindi duplice e severo. Per il 32enne marocchino è scattata una denuncia a piede libero per il reato di insolvenza fraudolenta. Per la sua compagna, invece, il conto si è rivelato ben più salato dei 40 euro della pizza: per lei si sono aperte le porte del carcere. Dopo le formalità di rito, questa mattina i Carabinieri l’hanno tradotta presso la casa circondariale femminile di Secondigliano, a disposizione dell’autorità giudiziaria toscana. Una cena che, da bravata, si è trasformata nella fine della sua libertà.

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