Il generale Luongo cittadino onorario di Carinola: “Qui ci sono le mie radici”

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Cittadinanza onoraria a Carinola al genarale Luongo_con la Di Biasio
Cittadinanza onoraria a Carinola al genarale Luongo, in foto con la sindaca Di Biasio

CASERTA – Una piazza gremita, un’intera comunità riunita e un’emozione palpabile hanno fatto da cornice a una giornata destinata a restare nella memoria collettiva di Terra di Lavoro. A Carinola, nel cuore di un territorio ricco di storia e radici profonde, il generale di Corpo d’armata Salvatore Luongo, comandante generale dei carabinieri, ha ricevuto la cittadinanza onoraria, in un abbraccio simbolico tra istituzioni, cittadini e Arma. Ad accoglierlo, il sindaco Giuseppina Di Biasio insieme al consiglio comunale, il prefetto di Caserta Lucia Volpe, il questore Andrea Grassi, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere Pierpaolo Bruni, il presidente della Provincia Anacleto Colombiano, oltre ai rappresentanti della Guardia di Finanza, della Polizia Penitenziaria e ai vertici dell’Arma: il generale Nicola Massimo Masciulli, comandante interregionale Ogaden, il generale Francesco Gargaro, che guida la Legione carabinieri Campania, e il colonnello Manuel Scarso, comandante provinciale di Caserta. Presenti anche numerosi sindaci della provincia, esponenti politici, le scuole e tanti cittadini, insieme ai familiari del generale e al fratello del beato Salvo D’Acquisto, a cui è stata intitolata la sala consiliare.

La cerimonia, svolta in piazza, ha assunto un significato ancora più intenso proprio per la partecipazione corale della comunità, che ha assistito anche all’approvazione pubblica della delibera di conferimento. Un gesto solenne che Luongo ha voluto subito condividere con l’intera Arma: “Il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Carinola lo considero come un riconoscimento non alla mia persona, ma a tutti i Carabinieri d’Italia, che io cerco di rappresentare nella loro interezza”. Parole che hanno trovato eco nella sua testimonianza personale, profondamente legata a questa terra. “Il mio legame con Carinola è profondo e intimo, qui ci sono le mie radici”, ha ricordato, rievocando la figura del padre Antonio, maresciallo dei Carabinieri originario della frazione di Nocelleto. Un racconto fatto di immagini semplici e autentiche: le estati trascorse tra i campi, la raccolta del tabacco, le serate condivise nelle corti delle case. “Erano momenti importanti di condivisione”, ha sottolineato, restituendo il senso di una comunità ancora oggi “laboriosa e seria”, capace di custodire la propria vocazione agricola e imprenditoriale.

Non meno forte il legame tra Carinola e l’Arma dei Carabinieri, presente sul territorio fin dal 24 gennaio 1861. “La stazione dei Carabinieri è ancora oggi un punto di riferimento per i cittadini, un luogo di ascolto”, ha evidenziato Luongo, ribadendo come proprio da questa prossimità nasca la fiducia, elemento fondamentale per chi ogni giorno è chiamato a garantire sicurezza e legalità. Visibilmente emozionata anche il sindaco Di Biasio, che ha voluto sottolineare il valore umano e istituzionale della giornata: “Lo Stato non è un’entità astratta, ma è fatto di donne e uomini che, come il generale Luongo, dedicano un’intera vita al bene comune”. Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani presenti, affinché comprendano come impegno e determinazione possano aprire ogni strada.

A margine della cerimonia, il comandante generale ha affrontato anche i temi più attuali legati alla sicurezza. Ha ribadito la centralità del modello fondato sulle stazioni dei Carabinieri, ma anche la necessità di riorganizzarlo per rispondere alle nuove sfide, aumentando la presenza sul territorio e sfruttando strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale per mettere in rete strutture e risorse. “La priorità è fare in modo che i cittadini si sentano sicuri”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di una presenza più incisiva soprattutto nei momenti più critici.

Non è mancato un riferimento alla realtà del Casertano, dove – ha ammesso – persiste una criminalità diffusa che alimenta fenomeni più strutturati. “Non bisogna nascondersi dietro un dito”, ha dichiarato, assicurando però che l’Arma continuerà a mantenere alta la guardia, puntando su strategie investigative sempre più mirate e su una stretta collaborazione con la magistratura, come dimostrano recenti operazioni di rilievo contro la criminalità organizzata. Una giornata, dunque, che ha unito memoria, identità e impegno civile. Carinola ha reso omaggio a uno dei suoi figli, e il generale Luongo ha restituito questo abbraccio riaffermando il valore di un servizio che non appartiene al singolo, ma a un’intera comunità nazionale. Un legame che guarda al passato con orgoglio, ma soprattutto al futuro con responsabilità e fiducia.

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