MANTOVA – Un’attività illecita tanto redditizia quanto metodica, portata avanti per mesi nell’ombra e venuta alla luce solo grazie a una meticolosa indagine dei Carabinieri. Si è conclusa con una denuncia per furto e ricettazione l’incredibile vicenda che vede protagonista un uomo di 51 anni, residente a Quistello, accusato di aver orchestrato un sistematico furto di pellet ai danni di un’azienda del Mantovano, per poi rivendere la merce su diverse piattaforme social. Un vero e proprio business parallelo, che gli avrebbe fruttato, secondo le stime degli inquirenti, circa 12.000 euro.
L’operazione criminale, secondo quanto ricostruito dai militari della Stazione di Quistello, si sarebbe protratta per oltre sette mesi, in un arco temporale che va da giugno 2025 a gennaio 2026. Con una costanza quasi quotidiana e una destrezza che gli ha permesso di agire indisturbato per lungo tempo, il 51enne avrebbe sottratto un totale di 1.630 sacchi di pellet da una ditta specializzata con sede a Bagnolo San Vito. Un ammanco ingente, che inizialmente potrebbe essere passato inosservato, mascherato dal normale flusso di magazzino, ma che alla lunga ha generato un buco impossibile da ignorare nei registri contabili dell’azienda.
È stata proprio la denuncia sporta dai titolari della ditta a dare il via alle indagini. I Carabinieri, coordinati dalla Procura di Mantova, hanno avviato un’accurata attività investigativa, partendo dall’analisi delle discrepanze di inventario e concentrandosi sulla possibilità che la merce mancante potesse essere finita sul mercato nero. La svolta è arrivata dal mondo digitale. Gli investigatori hanno iniziato a monitorare con pazienza i principali social network e i siti di annunci online, alla ricerca di offerte di pellet a prezzi particolarmente vantaggiosi nella zona.
L’attenzione dei militari si è presto concentrata su alcuni profili che, con regolarità, proponevano in vendita sacchi di combustibile a condizioni fin troppo convenienti per essere lecite. Incrociando i dati, analizzando le fotografie del materiale e le modalità di contatto, gli inquirenti sono riusciti a stringere il cerchio attorno al 51enne di Quistello. Le prove raccolte, definite “schiaccianti”, hanno dimostrato non solo il suo coinvolgimento nei furti seriali presso l’azienda di Bagnolo San Vito, ma anche la sua attività di rivendita online. L’uomo, di fatto, agiva come un piccolo imprenditore dell’illecito, sfruttando la domanda crescente di pellet, soprattutto durante i mesi invernali, per piazzare rapidamente la refurtiva e monetizzare il frutto dei suoi furti.
Al termine delle indagini, l’uomo è stato denunciato a piede libero. Le ipotesi di reato a suo carico sono duplici e significative: furto, per la sottrazione materiale dei beni, e ricettazione, per averli commercializzati pur essendo a conoscenza della loro provenienza illecita. Il fascicolo è ora sul tavolo della magistratura, che valuterà gli elementi raccolti per procedere con le fasi successive del procedimento penale. L’intera partita di merce rubata, del valore di migliaia di euro, è stata così illecitamente immessa sul mercato, alimentando un’economia sommersa che danneggia le imprese oneste del territorio.


















