IL RITRATTO. Bunker a casa di Falanga: nel ’95 assassinato il padre a Lago Patria. Lavora al caseificio della coop Don Diana

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Ernesto Adriano Falanga

CASAPESENNA – L’unico suo incrocio con la macchina della giustizia penale, prima del blitz della scorsa settimana, risale al 1995, quando il padre, Antonio, titolare di un’agenzia immobiliare, venne assassinato a Lago Patria. Da quella tragica data, le successive e tante indagini che hanno interessato l’Agro aversano non si erano mai soffermate su Ernesto Adriano Falanga. Poi, la mattina dello scorso 18 febbraio, la perquisizione, il ritrovamento dei bunker, della pistola mitragliatrice, delle munizioni e il trasferimento in cella. Al giudice Raffaele Coppola del Tribunale di Napoli Nord che ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri, Falanga ha giustificato la presenza dell’arma nella sua abitazione legandola proprio alla scomparsa del genitore. Dal delitto aveva sentito l’esigenza di avere un’arma per difendersi e così decise di procurarsela – per accorciare i tempi – illegalmente.

Una scelta, dando per buono il suo narrato, che oltre ad essergli costato il carcere, cozza anche con una sua scelta professionale: Falanga, infatti, da tre anni lavora presso il caseificio della cooperativa Don Peppe Diana, coop che aderisce all’associazione Libera, in prima linea contro ogni forma di illegalità e che con costanza si impegna sul territorio per garantire all’Agro aversano una rinascita sociale dopo anni bui (causati dalle ingerenze delle mafie). Ieri proprio la cooperativa, con una nota, ha fatto sentire la sua voce in merito alla vicenda di cronaca: “Siamo stupiti e addolorati dalla notizia dell’arresto di Ernesto Falanga. In questi oltre tre anni di lavoro presso il caseificio della cooperativa don Peppe Diana, non vi sono stati segnali alcuno che abbiano fatto ritenere possibili attività illecite. Restiamo in attesa di conoscere gli sviluppi dell’indagine, certi – prosegue la nota – di aver agito con perizia in ogni fase del rapporto lavorativo. Ci teniamo a chiarire che non appena avuta notizia dell’arresto, abbiamo preso provvedimenti, come dal disciplinare di Libera Terra da noi sottoscritto, nei confronti del signor Falanga”.

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