CASAPESENNA – Le estorsioni, l’usura, la droga. E il riciclaggio di denaro tra negozi, aziende e immobili. C’è tutta la grammatica mafiosa nell’inchiesta, condotta dai carabinieri, che ha colpito il gruppo Zagaria. E, nel documentare queste presunte condotte, i militari hanno incrociato anche politici che – stando alle risultanze investigative – avrebbero intrecciato relazioni con quelli che, per la Procura di Napoli, sono i colletti bianchi del clan. Politici che, chiariamolo, non figurano nell’elenco dei 43 indagati dell’inchiesta sulla cosca di Casapesenna e ai quali non vengono contestati reati di mafia, ma la cui presenza (parliamo sempre dei politici) dimostrerebbe la capacità di penetrazione degli insospettabili nel tessuto imprenditoriale anche attraverso canali istituzionali (almeno il tentativo).
Tra questi è spuntato – lo abbiamo già scritto – Giovanni Zannini, consigliere regionale, oggi raggiunto dal divieto di dimora in Campania per altre vicende giudiziarie (è accusato di corruzione, truffa e falso). E il mondragonese non è il solo. Nell’inchiesta compare anche il sammarchese Francesco Petrella (lo ripetiamo – non è tra i 43 indagati), consigliere comunale che, fino a qualche mese fa, aveva anche ambizioni di candidatura a sindaco nella città del Foro, poi accantonate. Il suo nome emerge nei rapporti con il casertano Franco Lombardi (come per Zannini), ritenuto dagli inquirenti rappresentante degli interessi del gruppo Zagaria nella società Isvec dell’ischitano Ivano Balestriere, dove – secondo l’accusa – sarebbero confluiti capitali riconducibili a Filippo Capaldo, nipote dei boss Carmine Zagaria e dell’ergastolano Michele Zagaria. Come? Attraverso Alfonso Ottimo, uomo d’affari di Frignano.
Il lavoro dei carabinieri ricostruisce una rete di rapporti che parte già dal 9 settembre 2019, quando – secondo quanto annotato dai militari dell’Arma del Ros – Lombardi organizza un incontro tra Balestriere e Ottimo al quale partecipa pure Petrella. Il contenuto di quella riunione non viene captato, ma segna l’avvio dei contatti.
Il 2 ottobre 2019, invece, emerge un passaggio chiave: Balestriere e Lombardi si recano da Ottimo per chiedere 10mila euro da consegnare a Petrella in relazione a un suo presunto intervento volto a favorire l’aggiudicazione alla Isvec della gara d’appalto per i rifiuti a Casapulla.
Quattro giorni dopo, il 6 ottobre, Ottimo consegna a Lombardi 3mila euro in contanti – circostanza confermata, a detta di chi ha indagato, da una telefonata intercettata – somma che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata poi destinata a Petrella. Per il gip si tratta di un elemento indiziario rilevante, perché Ottimo avrebbe finanziato operazioni nell’interesse della Isvec pur senza avere ruoli formali nella società. I rapporti proseguono nei mesi successivi. L’11 novembre 2019, quando la Isvec è ormai prossima ad aggiudicarsi l’appalto, Lombardi e Ottimo incontrano Mario Francesco Capaldo (non indagato e fratello di Filippo) e, subito dopo, insieme a Balestriere, si recano prima da Giovanni Camprochiaro (estraneo all’inchiesta) e poi dallo stesso Petrella, come annotato dai militari.
Nel corso delle intercettazioni emergono anche ipotizzate richieste di posti di lavoro. Petrella, in un dialogo intercettato, dopo aver appreso che Ottimo aveva la disponibilità di attività commerciali (supermercati), sollecita l’assegnazione di occupazioni, spiegando che gli servono ‘tre, quattro posti di lavoro’ per costruire una base elettorale in vista di una futura candidatura a sindaco che si sarebbero dovute tenere nel 2026 (poi slittate all’anno successivo, ma in quel momento – logicamente – non si era a conoscenza della proroga ministeriale per chi aveva votato nel 2021).
Le conversazioni ascoltate dai carabinieri delineano inoltre il ruolo di Lombardi e Ottimo all’interno della Isvec. Pur senza incarichi ufficiali, i due – stando alla tesi degli inquirenti – avrebbero avuto interessi diretti nella gestione e nei profitti della società. In un incontro del 22 ottobre 2020, i due discutono apertamente della possibilità di estromettere Balestriere dalla gestione, fino a ipotizzare un vero e proprio ultimatum: cedere le quote o restituire il denaro investito. Sempre dalle intercettazioni emergono i dettagli dei finanziamenti: somme consistenti – anche nell’ordine di centinaia di migliaia di euro – che Lombardi e Ottimo avrebbero immesso nella società, pur non avendo una posizione formale, circostanza che per gli investigatori rafforza l’ipotesi di capitali di provenienza illecita.
L’inchiesta, che ha fatto emergere questo sistema, coordinata dai pm Andrea Mancuso e Maurizio Giordano della Dda di Napoli, ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari disposte dal gip Fabio Provvisier. Balestriere è ai domiciliari, Ottimo in carcere: a entrambi viene contestato il reimpiego di denaro di provenienza illecita nella Isvec con l’aggravante mafiosa. Lo stesso reato viene contestato anche a Filippo Capaldo, anch’egli detenuto. Lombardi, invece, è in carcere con l’accusa di associazione mafiosa, contestazione mossa anche a Ottimo. Tutti sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.
Va ribadito che Francesco Petrella non risulta indagato in questo procedimento. E, in relazione alla presunta dazione di denaro per la gara di Casapulla, l’ordinanza restituisce il contenuto delle intercettazioni e la ricostruzione degli inquirenti, senza indicare – in quel passaggio – ulteriori riscontri autonomi. Abbiamo contattato il consigliere a per una replica in merito ai passaggi dell’ordinanza in cui compare il suo nome, con riferimento ai rapporti con Franco Lombardi, alla gara di Casapulla e alle presunte richieste di posti di lavoro. Interpellato sui contenuti dell’inchiesta, ha dichiarato di non conoscere i termini di quanto ipotizzato e di ritenere opportuno leggere gli atti prima di rilasciare eventuali dichiarazioni.
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