Inchiesta sul clan Zagaria. Spunta l’acquisto di un terreno a Villa Literno

Fari sui legami tra Ottimo e Oliviero (non indagato). Dai conti dei parenti dell’imprenditore frignanese 200mila euro alla Nicole Immobiliare per l’acquisto dell’area

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Gli imprenditori Ottimo Balestriere e Oliviero
Da sinistra, Alfonso Ottimo, Ivano Balestriere e Michele Oliviero (non indagato)

FRIGNANO – Un terreno acquistato a Villa Literno con soldi transitati sui conti dei congiunti dell’imprenditore Alfonso Ottimo: è uno dei temi emersi durante l’indagine sul clan Zagaria che ha portato in carcere, con l’accusa di estorsione, riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni, proprio l’uomo d’affari di Frignano. Uno spaccato tracciato dai carabinieri del Ros di Napoli, ai quali è stata delegata l’attività di approfondimento degli aspetti finanziari connessi, secondo la Dda, alla cosca, e che ha fatto emergere i rapporti economici tra Ottimo e Ivano Balestriere, accusato di riciclaggio (attualmente ai domiciliari). Ma nel business relativo a questo immobile liternese è spuntato nell’inchiesta anche un altro imprenditore già noto alle cronache, Michele Oliviero.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 13 marzo 2024 dai conti correnti di alcuni familiari di Ottimo partirono assegni circolari per un totale di 200mila euro in favore della Nicole Immobiliare srl, società riconducibile alla famiglia Oliviero. Le somme furono effettivamente incassate e, a distanza di pochi giorni – il 22 marzo – la stessa società, sostengono i militari del Ros, acquistò un terreno a Villa Literno per circa 155mila euro.

L’appezzamento, non agricolo, si trova in località Giardino ed è composto da più particelle per una superficie complessiva significativa. Un elemento ritenuto rilevante dagli inquirenti è la posizione: il fondo è situato a poche centinaia di metri dall’impianto di trattamento rifiuti della Bema srl, società al centro di numerosi interessi economici emersi nell’indagine. Una vicinanza che, secondo chi indaga, potrebbe non essere casuale ma collegata a progetti imprenditoriali nel settore ambientale.

La ricostruzione investigativa evidenzia come il denaro utilizzato per l’operazione immobiliare proverrebbe, di fatto, da Alfonso Ottimo, pur transitando formalmente sui conti di alcuni suoi parenti. Per gli investigatori si tratterebbe di una modalità già riscontrata: utilizzare soggetti terzi – in questo caso familiari – per schermare la reale titolarità degli investimenti.
In questo contesto si inserisce il ruolo di Michele Oliviero, socio della Nicole Immobiliare, indicato come in rapporti economici stabili sia con Ottimo sia con Balestriere. Quest’ultimo è titolare della Isvec, società attiva nel settore della raccolta rifiuti in cui . secondo l’accusa – il gruppo Zagaria, attraverso Filippo Capaldo, nipote del capoclan Michele Capastorta, e lo stesso Ottimo, avrebbe fatto confluire denaro della cosca.
Le intercettazioni documentano incontri frequenti tra i tre, spesso legati alla gestione di attività nel settore dei rifiuti, tra cui la Bema (riconducibile a Oliviero) e la Isvec. In alcune conversazioni captate dagli investigatori, Oliviero discute direttamente con Ottimo e Balestriere di flussi di materiale, accordi commerciali e strategie operative, confermando – secondo l’ipotesi accusatoria – un rapporto di collaborazione consolidato. Lo stesso Ottimo viene descritto come figura centrale nelle decisioni, capace di interfacciarsi con diversi soggetti del comparto e di orientare operazioni economiche e societarie.

Alla luce di questi elementi, gli inquirenti ritengono che dietro l’acquisto del terreno vi sia una cointeressenza economica occulta tra Ottimo e Oliviero, con il primo che avrebbe utilizzato la Nicole Immobiliare come veicolo per l’investimento. Un’operazione che, sempre secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe essere finalizzata anche a sottrarre beni a eventuali misure patrimoniali.
Si tratta, in ogni caso, di ricostruzioni investigative che dovranno essere verificate nel corso del procedimento e che restano, allo stato, tutte da accertare nelle sedi giudiziarie.

Va precisato che Michele Oliviero non figura nell’elenco dei 43 indagati dalla Dda ed esaminati dal gip Fabio Provvisier, che la scorsa settimana ha disposto 20 misure cautelari. Per quanto è a nostra conoscenza, l’Antimafia non gli contesta reati collegati alla vicenda del terreno. Ottimo, Balestrieri, Capaldo e gli altri inquisiti sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile.

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