GIACARTA – Quattrocentoventinove morti e oltre 11mila sfollati. Questo il bollettino drammatico dello tsunami che tre giorni fa ha colpito le isole di Giava e Sumatra. Intanto si continua a scavare nella speranza di recuperare persone vive dalle macerie. Come il bambino estratto vivo dopo 12 ore. Il rinvenimento di Alì, 5 anni e due occhietti vispi, è diventato il simbolo della speranza.
L’allarme: “Pericolo di un nuovo tsunami”
L’intera situazione del post calamità naturale va affrontata da diverse angolazioni. Perché se è vero che spesso è dopo le tragedia che si inizia a parlare di ciò che si sarebbe potuto fare, è anche vero che manifestazioni come lo tsunami sono tipiche della zona. Ed ora che continuano le ricerche, adesso che la fiammella della speranza viene alimentata giorno dopo giorno, c’è chi avverte: potrebbe esserci un nuovo tsunami a breve. Sono sia l’Oxfam che ‘Medici Senza Frontiere’ a mettere sotto i riflettori questo pericolo, perché nell’area del vulcano Anak ci sono state nuove eruzioni, con le zone circostanti ancora immerse nel fumo e nella cenere.
Crisi sanitaria
Ai morti e agli sfollati vanno aggiunti gli oltre 1400 feriti. Un vasto insieme composto da persone di ogni età. Tra loro, una fetta corposa di bambini malati. L’altro grande problma portato dallo tsunami è l’impossibilità di reperire farmaci. I medici giunto sul posto temono nello scoppio di una vera e propria crisi sanitaria. Sarebbe davvero una beffa per una popolazione già messa in ginocchio.