Intrecci tra politica, affari e clan a Trentola Ducenta, chiesta la condanna per Griffo e Falco

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Alessandro Falco e Michele Griffo (assolto in primo grado)

TRENTOLA DUCENTA – È entrato nel vivo davanti alla Corte d’appello il processo di secondo grado che vede imputati Michele Griffo e Alessandro Falco, al centro di un’inchiesta sui presunti intrecci tra politica, affari e clan dei Casalesi. Nel corso dell’udienza (celebrata martedì) si è svolta la requisitoria del pm Maurizio Giordano, in rappresentanza della Procura generale. Per Griffo, assolto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dall’accusa di associazione mafiosa, è stata proposta una condanna a otto anni di reclusione, ritenendo non condivisibili le conclusioni dei giudici di primo grado. Diversa la posizione di Falco, già condannato in primo grado, per il quale la Procura ha chiesto la conferma della sentenza. Nel giudizio d’Appello ha assunto rilievo anche il pentimento di Nicola Inquieto, collaboratore di giustizia detenuto dal 2018. Inquieto, secondo quanto emerso, si sarebbe occupato inizialmente di coprire la latitanza e gli spostamenti del boss Michele Zagaria, per poi curare l’investimento in Romania dei proventi della cosca di Casapesenna.

La Dda sostiene che Griffo, all’epoca sindaco di Trentola Ducenta, fosse un referente politico del clan, sostenuto elettoralmente da Zagaria in cambio di attenzione alle istanze del gruppo mafioso. Una tesi respinta in primo grado, dove i giudici avevano ritenuto generiche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e prive di adeguati riscontri documentali, arrivando all’assoluzione dell’ex primo cittadino. Per Falco, ex patron del centro commerciale Jambo, l’accusa ha invece ribadito un ruolo attivo negli interessi economici del clan. Secondo la Procura, l’imprenditore si sarebbe intestato fittiziamente quote della Cis Meridionale, società che controllava il centro commerciale, quote che sarebbero state in realtà riconducibili – almeno in parte – a Zagaria, deciso a investire nella struttura capitali di provenienza illecita.

Attraverso un sistema di sovrafatturazioni, sarebbe stato inoltre accumulato un ingente tesoretto. L’udienza si è chiusa con il rinvio alla prossima settimana, quando la Corte ascolterà le arringhe dei difensori e potrebbe procedere alla lettura del verdetto. Gli imputati restano da considerare innocenti in assenza di una sentenza di condanna definitiva. A comporre il collegio difensivo figurano gli avvocati Carlo De Stavola e Alfonso Furgiuele. Si sono costituiti parte civile il Comune di Trentola Ducenta, rappresentato dall’avvocato Rosario Saltella, e l’associazione Caponnetto, con l’avvocato Gerardo Tommasone.

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