Iran accerchiato, il leader scappa. Voci sul possibile viaggio di Khamenei in Russia per sottoporsi a cure mediche

186
Palazzi distrutti in Iran (foto LaPresse)
Palazzi distrutti in Iran (foto LaPresse)

ROMA – A Roma, al giorno 17 della guerra in Medioriente iniziata il 28 febbraio con gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro Iran, il conflitto non accenna a fermarsi. Mentre proseguono i raid su Teheran e altre città iraniane, con l’Idf che ha riferito di aver distrutto l’aereo dell’ex Guida suprema Ali Khamenei in un attacco all’aeroporto Mehrabad, Israele ha lanciato quella che ha definito un’operazione di terra mirata in Libano, puntando a obiettivi nel sud del Paese e ampliando una zona cuscinetto. Cresce però il timore che Tel Aviv stia preparando un’invasione su larga scala. Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato di non sapere se la nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sia ancora vivo, mentre dal Cremlino non sono arrivati commenti sulle notizie di un suo possibile arrivo a Mosca per cure.

La situazione umanitaria in Libano è già drammatica: secondo il governo di Beirut si contano 886 morti e 2.141 feriti dal 2 marzo, tra cui 111 bambini e 67 donne, mentre oltre un milione di persone, circa il 20% della popolazione, è stato costretto a lasciare le proprie case nel sud del Paese e nella periferia sud della capitale. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che gli sfollati non potranno rientrare finché non sarà garantita la sicurezza del nord di Israele. Nel frattempo, nella base Unifil di Shama, nel sud del Libano, guidata dall’Italia, sono caduti detriti probabilmente causati da razzi intercettati, senza provocare feriti; il ministro italiano Guido Crosetto è in contatto con i vertici militari per monitorare la situazione.

Gli attacchi israeliani continuano a colpire l’Iran e a coinvolgere anche i Paesi del Golfo: missili sono stati lanciati verso il Qatar, un attacco con droni ha causato la chiusura temporanea dell’aeroporto di Dubai e una persona è morta ad Abu Dhabi dopo che un missile ha colpito un’auto. A Gerusalemme, una scheggia è caduta vicino alla Basilica del Santo Sepolcro e un frammento di missile intercettore è finito nei pressi dell’ufficio del premier Benjamin Netanyahu. Trump, parlando a Washington, ha minacciato nuovi attacchi all’isola di Kharg, nel Golfo Persico, alimentando i timori di una crisi energetica globale. In questo contesto, la Casa Bianca ha fatto sapere che il viaggio di Trump in Cina, previsto dal 31 marzo al 2 aprile, potrebbe essere rinviato, mentre restano in corso i colloqui con il presidente Xi Jinping.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome