LACCO AMENO (ISCHIA) – Doveva essere un pomeriggio di festa, di tradizione e di fede. Si è trasformato in pochi, terribili istanti, in un pomeriggio di panico e di corse verso l’ospedale. La Pasqua sull’isola di Ischia, e in particolare nel comune di Lacco Ameno, resterà segnata da quanto accaduto lo scorso 5 aprile, quando la gioia della secolare ‘Corsa dell’Angelo’ è stata macchiata dal sangue e dalla paura.
Erano da poco passate le ore del pomeriggio di domenica scorsa. In Piazza Restituta, cuore pulsante della comunità locale, una folla di fedeli e turisti si era radunata per assistere a uno dei momenti più sentiti e spettacolari delle celebrazioni pasquali isolane. L’aria era carica di attesa per la rappresentazione sacra, un rito che si ripete immutato da generazioni. Come da programma, a corollario dell’evento, era previsto uno spettacolo pirotecnico. Ma è stato proprio da quei fuochi, che avrebbero dovuto colorare il cielo di festa, che si è scatenato il caos.
All’improvviso, durante l’esplosione di alcuni artifici, una pioggia di frammenti incandescenti è ricaduta sulla piazza gremita. Schegge impazzite, detriti ancora ardenti che, invece di dissolversi in aria, hanno raggiunto la folla sottostante. Grida di gioia si sono tramutate in urla di dolore e spavento. In pochi secondi, la confusione ha preso il sopravvento, con persone che cercavano riparo e altre che tentavano di capire cosa stesse accadendo.
Il bilancio finale è di sette feriti. Sette persone, tra cui una bambina, colpite dai frammenti e costrette a ricorrere alle cure mediche. Fortunatamente, nessuno ha riportato lesioni gravi, ma la paura è stata tanta. I feriti si sono recati autonomamente, chi accompagnato da parenti, chi con i propri mezzi, presso il pronto soccorso del vicino ospedale Anna Rizzoli. I sanitari li hanno medicati per bruciature di lieve entità, giudicate guaribili in pochi giorni.
Nel dettaglio, la prognosi più lunga, di 5 giorni, è stata assegnata a una bambina di soli 9 anni, la più giovane tra i coinvolti, e a due donne, una nata nel 1990 e una nel 1976. Due giorni di prognosi per un’altra donna coetanea di quest’ultima, mentre per un ragazzo del 2008 la prognosi è stata di un solo giorno. Nessun giorno di prognosi, invece, per due uomini di 49 e 48 anni (classi 1977 e 1978), evidentemente colpiti in modo più marginale.
L’incidente, avvenuto nonostante i fuochi fossero “regolarmente previsti”, ha immediatamente aperto un’inchiesta. Le forze dell’ordine, intervenute sul posto, hanno avviato tutti gli accertamenti del caso per ricostruire l’esatta dinamica e accertare eventuali responsabilità. Si dovrà capire se si sia trattato di un lotto di fuochi difettoso, di un errore umano nel posizionamento o nell’innesco delle batterie pirotecniche, o se cause esterne, come una folata di vento imprevista, abbiano contribuito a deviare la traiettoria dei detriti. Un evento che getta un’ombra sulla sicurezza durante le manifestazioni pubbliche e che servirà da monito per il futuro, affinché un momento di celebrazione collettiva non si trasformi mai più in un potenziale dramma.


















