Jazz d’autore sabato a Napoli con Condorelli e Giambersio al Monsù

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Pietro Condorelli e Donatello Giambersio
Pietro Condorelli e Donatello Giambersio
locandina Condorelli Giambersio

Preparatevi a vivere una serata di straordinaria intensità musicale: sabato 14 marzo 2026, alle 20:45, le eleganti sale del ristorante Monsù, viale Michelangelo 77, Napoli, ospiteranno un evento imperdibile per gli amanti della musica d’autore: il concerto del duo composto dal chitarrista jazz Pietro Condorelli e dal pianista Donatello Giambersio. L’appuntamento promette di essere un dialogo raffinato tra generazioni e stili, dove lo stile di un maestro assoluto come Condorelli si intreccerà con il pianismo colto e versatile di uno dei talenti più brillanti della nuova scena italiana.

Condorelli non ha bisogno di lunghe presentazioni per il pubblico del jazz. Da oltre 40 anni sulla scena musicale, ha costruito una carriera internazionale che lo vede, dal 1980, protagonista sui palchi più prestigiosi, al fianco di leggende del calibro di Lee Konitz, Jerry Bergonzi, Franco Cerri e Bruce Forman. Sin dagli anni ’80 si è distinto come uno dei migliori chitarristi jazz del panorama europeo. Un tassello fondamentale della sua storia artistica è rappresentato dal legame con lo storico gruppo Area, in cui ha militato anche il grande Demetrio Stratos. Con gli Area di Giulio Capiozzo Condorelli con cui ha collaborato stabilmente nella prima metà degli anni Novanta. Ha anche ottenuto il prestigioso premio “Top Jazz” nel 1997 come miglior nuovo talento e ha guadagnato il primo posto al referendum di Jazzit 2001 come miglior chitarrista italiano. Oltre alla sua acclamata carriera concertistica, Condorelli è una figura cardine della didattica musicale in Italia: dopo quindici anni di insegnamento a Siena Jazz, ricopre oggi il prestigioso ruolo di titolare della cattedra di Chitarra Jazz presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, circostanza che dal 2000 fa di lui un punto di riferimento assoluto per le nuove generazioni di musicisti.

La sua produzione discografica testimonia una ricerca artistica incessante. Tra i suoi lavori in studio spiccano pietre miliari come “Opening” del 1998, registrato con Enzo Carpentieri e Stefano Senni, e “On My Browser” dello stesso anno. La sua collaborazione con Fabrizio Bosso ha dato vita ad album iconici come “Quasimodo” nel 2000 ed “Easy” nel 2003, seguiti nel 2010 da “Wildcats, difficult to Bo ed altre storie“. Negli anni più recenti, il chitarrista ha continuato a stupire la critica con il DVD “Jazz ideas and songs” del 2016, “Visions” del 2022 e la partecipazione al progetto di Sergio Forlani Here there and blue” nel 2023. Le fatiche discografiche più attuali includono “Native Language” del 2024 e il recentissimo lavoro del 2025, “Match Point!“, inciso con il Pietro Condorelli Vibes 4et.

Accanto a lui, il pubblico potrà apprezzare il talento di Donatello Giambersio, pianista potentino classe 1993. Giambersio rappresenta la sintesi perfetta tra rigore classico e libertà jazzistica. Dopo una formazione d’eccellenza al Conservatorio di Potenza e masterclass con maestri del calibro di Aldo Ciccolini e Pietro de Maria, ha conquistato le platee internazionali esibendosi alla Filarmonica di Lviv con i concerti di Mozart e Chopin. La sua anima jazz, nutrita dagli studi con Claudio Filippini e dalle lezioni di Fred Hersch, è esplosa nel 2020 con una laurea con lode e un progetto dedicato a Ernesto Lecuona, che ha portato alla nascita del suo trio con Tommaso Scannapieco e Leonardo De Lorenzo. Con un curriculum che vanta collaborazioni con artisti come Tony Esposito, Javier Girotto e Massimo Moriconi, Giambersio ha recentemente pubblicato “Chopin Live” per la KNS Classic e continua a esplorare nuove frontiere musicali insieme a Julian Oliver Mazzariello. Attualmente è docente di Pianoforte principale presso il Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza.

La cornice dell’evento, il ristorante Monsù, aggiunge un valore storico e culturale alla serata. Il nome stesso del locale evoca l’epoca d’oro della cucina del Regno di Napoli, quando i cuochi francesi delle corti, chiamati “Monsieur”, vennero ribattezzati dal popolo napoletano proprio “Monsù”. Da quell’incontro tra Francia e Napoli nacquero piatti simbolo come il ragù, il sartù e il gattò. Situato nel quartiere Pendino, a breve distanza da Piazza San Domenico Maggiore, Monsù è oggi un luogo dove l’eleganza sposa l’autenticità. La proposta culinaria spazia dai maccheroni in crosta ai soufflé, includendo anche opzioni vegane, ma con una missione precisa: valorizzare l’immensa offerta artistica partenopea.

Il concerto di sabato 14 marzo rappresenta dunque un’occasione unica per vivere la grande musica in un ambiente intimo e ricco di storia. Per chi desidera assicurarsi un posto in prima fila per questo dialogo tra chitarra e pianoforte, le prenotazioni sono aperte al numero 3287755601. Un evento che promette di nutrire l’anima e i sensi, celebrando l’eccellenza del jazz contemporaneo nel cuore di Napoli.

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