NAPOLI – Un attacco alla “cupola” dei Licciardi potrebbe aprire la strada a un possibile “repulisti” nelle palazzine della Masseria Cardone. Il ferimento di Gennaro Vittoriosi e Ciro Ioime viene interpretato dagli investigatori come un segnale di rottura negli equilibri interni al gruppo, uno “strappo” capace di provocare nuove scosse di assestamento.
Secondo gli investigatori, i due giovani potrebbero essere stati utilizzati come “veicolo” per lanciare un messaggio diretto alla vecchia guardia dei Licciardi, legata alla famiglia di Gennaro e Maria Licciardi. In sostanza, i ragazzi non sarebbero i veri destinatari dell’avvertimento, ma lo sarebbero invece i loro familiari.
Gennaro Vittoriosi è infatti figlio di Rosaria Licciardi e nipote diretto di Maria Licciardi. Ciro Ioime, invece, è figlio di Giovanni Ioime, ritenuto dagli inquirenti un esponente del gruppo attivo tra corso Secondigliano e via Dante. Il ferimento dei due giovani, entrambi incensurati, rappresenterebbe quindi un segnale forte: gli equilibri sarebbero cambiati e la leadership dovrebbe ora prestare maggiore attenzione.
L’attacco potrebbe essere stato condotto da soggetti un tempo vicini alla catena di comando, che avrebbero preso le distanze dopo i recenti arresti nel clan. Nonostante ciò, i Licciardi restano inseriti nel principale cartello criminale dell’area nord e potrebbero reagire con una decisione drastica: un “repulisti” interno contro quelli che oggi vengono considerati falsi ex alleati.
I due giovani non risultano coinvolti nelle gerarchie del clan, ma sarebbero stati colpiti proprio per le loro parentele, con l’obiettivo di inviare un messaggio trasversale ai vertici, meno esposti. Questa è la pista seguita dalla Squadra Mobile dopo l’agguato avvenuto in via Mianella, nel quartiere Miano.
Nella notte, il 20enne Ciro Ioime e il 24enne Gennaro Vittoriosi sono stati feriti alle gambe e trasportati al CTO; le loro condizioni non sono gravi. Ai poliziotti hanno dichiarato di aver reagito a un tentativo di rapina di un orologio di valore, ma la versione è ancora al vaglio degli inquirenti.
Il contesto spinge gli investigatori a ritenere più plausibile l’ipotesi di un raid mirato a lanciare un segnale alla vecchia guardia dei Licciardi. Nel frattempo, la polizia sta analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica.
La tensione resta alta nel quartiere, monitorato dalla Procura per il rischio di nuove frizioni. I recenti sviluppi giudiziari che hanno colpito il clan potrebbero aver modificato gli equilibri criminali nell’area nord della città.


















