La pace a Forcella tra i Giuliano e i Mazzarella: blindare i Decumani contro l’Alleanza di Secondigliano

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Michele Mazzarella (indagato), Salvatore Barile (indagato) e Giuseppe Del Prete
Michele Mazzarella (indagato), Salvatore Barile (indagato) e Giuseppe Del Prete

NAPOLI – La pace tra i Giuliano e i Mazzarella per spartirsi il centro storico emerge nell’ordinanza eseguita ieri dagli agenti della Squadra Mobile, diretti da Mario Grassia, che ha portato in carcere nove persone (LEGGI TUTTI I NOMI E LE FOTO DEI 71 ARRESTATI). Una nuova e significativa fase negli equilibri della criminalità organizzata a Forcella è stata portata alla luce dalle ultime indagini della Questura. Come spiegato dal dirigente Mario Grassia, le attività investigative concluse ieri notte hanno registrato una “pax” criminale tra due storici sodalizi: il clan Giuliano e quello dei Mazzarella. Un tempo erano acerrimi nemici. Nel biennio 1999-2000 i Giuliano furono estromessi dal clan Mazzarella, per poi tornare a dettare legge nei vicoli, prima formando un cartello con i Sibillo-Brunetti-Amirante, ostile ai Mazzarella, e poi – con la scarcerazione di personaggi di primo piano – riallineandosi alla federazione guidata dagli stessi Mazzarella.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, all’indomani degli arresti nella catena di comando dei Giuliano, il potere sarebbe passato nelle mani di Ciro Giuliano, Daniele Giuliano e Vincenzo Vassallo, detto ’o suror. Successivamente – sempre secondo gli investigatori – dal 14 aprile 2022 la guida del clan sarebbe passata a Luigi Giuliano, detto ’a zecchetella, rimesso in libertà dopo una detenzione durata oltre dieci anni. Gli inquirenti ritengono inoltre che, durante la lunga carcerazione, avrebbe continuato a impartire direttive ai figli Ciro e Daniele. In questo periodo i Giuliano avrebbero operato come articolazione del clan Mazzarella, con l’autorizzazione a imporsi a Forcella. Una sorta di “pax mafiosa” per blindare l’intero centro storico contro l’avanzata dell’Alleanza di Secondigliano e, in particolare, dei Contini del quartiere Vasto. Il gruppo dei Giuliano sarebbe così tornato a operare stabilmente sul territorio di Forcella, questa volta con il beneplacito dei Mazzarella.

“Sono sempre più giovani, ma ricorrono sempre gli stessi cognomi degli anni ’80 e ’90”, ha sottolineato il capo della Squadra Mobile Grassia, evidenziando come i protagonisti di questa nuova stagione siano figli e nipoti delle figure di spicco del passato. Si tratta di un cambio di strategia rispetto all’era dei Sibillo. Il dirigente della Mobile ha tracciato un parallelo con il recente passato, ricordando il periodo dell’egemonia dei Sibillo nei vicoli. All’epoca la strategia era diametralmente opposta: l’obiettivo della cosiddetta “paranza dei bambini” era estromettere con la forza i Mazzarella da Forcella, rivendicando il territorio come esclusivo appannaggio del cartello.

L’attuale tregua segna dunque un cambio di rotta: non più scontri aperti per il controllo dei vicoli, ma un accordo di coesistenza che riporta al centro le storiche gerarchie familiari, adattate alle nuove leve della criminalità cittadina. L’ordinanza cautelare rappresenta uno spaccato dell’evoluzione dei clan nel centro storico: dalla struttura interna e dalle modalità operative del clan Giuliano, quale articolazione territoriale del più ampio cartello guidato dai Mazzarella, con riferimento al periodo decorrente dal novembre 2021, fino all’accordo per spartirsi Forcella evitando nuove guerre, a partire dal 2020-2021 in poi.

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