NAPOLI – Tra le strade del suo quartiere pensava di poter restare al sicuro, protetto da quel muro di omertà che troppo spesso ha garantito copertura a chi sceglie la latitanza. Ma il piano di fuga di Pietro Gemito si è infranto contro il lavoro investigativo dei carabinieri. Il 30enne, ritenuto figura di spicco del clan Raia attivo a Scampia, è stato arrestato dai militari dell’Arma della compagnia Stella, che da giorni avevano stretto il cerchio attorno a lui. Gemito era irreperibile dallo scorso 4 febbraio, quando una vasta operazione congiunta di forze dell’ordine aveva portato all’esecuzione di 14 misure cautelari, colpendo una delle articolazioni della cosiddetta holding criminale legata agli Amato-Pagano.
Un blitz che aveva decapitato una parte significativa dell’organizzazione, attiva soprattutto nel traffico di sostanze stupefacenti e nelle attività estorsive. Convinto di poter trovare rifugio proprio nel suo territorio, Gemito aveva scelto di nascondersi a Scampia, nel cuore dell’area dove il clan Raia ha consolidato da anni la propria presenza. E’ stato lì che i carabinieri lo hanno individuato e bloccato, in via Arcangelo Ghisleri, ponendo fine a una latitanza durata poco più di un mese ma ritenuta particolarmente significativa dagli inquirenti. Dopo l’arresto, il trentenne è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, Gemito avrebbe avuto un ruolo operativo rilevante nelle amiche del clan, contribuendo alla gestione delle attività illecite sul territorio. Secondo la dinamiche del clan, contribuendo alla gestione delle attività illecite sul territorio. Non solo: nel 2022 si sarebbe reso protagonista anche di comunicazioni illegali dall’interno del carcere di Secondigliano, utilizzando telefoni cellulari introdotti clandestinamente nella struttura.


















