L’impegno di Nogaro per gli immigrati, la pace e il dialogo interreligioso lo mise in urto con Cossiga e la Fallaci

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Raffaele Nogaro con due migranti
Raffaele Nogaro con due migranti

CASERTA – La figura di monsignor Nogaro come simbolo di legalità viene ricordata dall’ex sindaco di Casal di Principe Renato Natale, che
con lui ha condiviso le battaglie contro il malaffare. “E’ stato un personaggio straordinario nella nostra provincia, a cominciare dalla lotta per l’ospedale di Sessa Aurunca. Era vicino a don Peppe Diana, ha collaborato a diverse iniziative contro la camorra a Caserta e ci è sempre
stato vicino. Ricordo che quando c’erano iniziative in Diocesi sedeva sempre in fondo alla sala, mai in prima fila”. Natale evidenzia la “gentilezza” del presule: “Ogni volta che si andava a parlare con lui aveva qualche caramella da donarti, una cosa piccola ma anche un simbolo di dolcezza e umanità”. Un vescovo “sempre impegnato nella lotta alla camorra, che si è sempre battuto perché fosse riconosciuto
il valore di don Peppe ed è stato sempre al fianco del comitato Don Diana e di Libera: una grande perdita per la provincia di Caserta e per noi”.

Nel 2011 il Comitato intitolato al sacerdote assassinato ha conferito il premio nazionale “Don Diana” a Nogaro: “Con il Suo impegno – si
legge nella motivazione – ha incoraggiato, ha invitato noi tutti a non demordere e a continuare a sperare in un cambiamento possibile, La Sua incrollabile Fede è stata la nostra. La Sua fiducia negli uomini ci ha convinti del bisogno di non sentirsi mai soli…I Suoi scritti, dettati dal Suo cuore ci hanno dato la forza di lavorare per le nuove generazioni. Ha rinunciato alle comodità per essere al servizio degli altri”.

“È stato voce, anima e coraggio per molte persone. Mai ha lesinato sollievo verso la sofferenza e a don Giuseppe Diana ha sempre indirizzato le sue preghiere. Ha difeso la pace e la giustizia con l’esempio delle sue azioni e la forza delle sue parole. Chiunque abbia incrociato il suo cammino di fede ne ha condiviso l’intensità. I suoi passi resteranno ora indelebili” ha scritto ieri sui social il Comitato don Diana. Le prese di posizione di Nogaro lo hanno messo al centro di polemiche: l’ex sottosegretario ai Trasporti Giuseppe Santonastaso, poco prima della visita di Papa Wojtyla a Caserta nel 1992, bollò il vescovo come “un diavolo”. Altrettanto duro il giudizio di Oriana Fallaci che criticò i suoi interventi a favore del dialogo interreligioso e dei migranti, definendo il presule “non esimio”. Nel 2001, all’indomani del voto parlamentare che approvò l’intervento militare italiano in Afghanistan, il presule affermò che i cristiani devono sempre schierarsi contro la guerra, biasimò inoltre i parlamentari cattolici per essersi espressi a favore. L’episodio finì in polemica tra il vescovo e il presidente della Repubblica emerito Francesco Cossiga.

Nel novembre 2003 – dopo l’attentato alla base italiana del Carabinieri a Nasṣiriya che costò la vita a 17 militari e 2 civili – Nogaro in un’omelia invitò a considerare i morti come delle vittime, evitando la retorica bellica dell’eroismo, che avrebbe suscitato solo intenti di vendetta e ulteriori uccisioni. Una dichiarazione dalla quale diversi esponenti politici si dissociarono.

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