L’INTERVISTA. Il deputato FdI Cangiano: “Aeroporto di Grazzanise priorità nazionale. Regione ferma”

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Il deputato Gimmi Cangiano
Il deputato Gimmi Cangiano

CASERTA (Anastasia Leonardo) – Nel pieno di una fase politica segnata da tensioni internazionali, scontri parlamentari e grandi manovre in vista delle prossime scadenze elettorali, il dibattito pubblico si concentra sempre più sul ruolo del Governo guidato da Giorgia Meloni e sulle ricadute delle sue scelte sui territori, in particolare nel Mezzogiorno. Dall’informativa alle Camere della premier alle polemiche con le opposizioni, fino ai nodi aperti su sviluppo, infrastrutture e politiche industriali, il confronto politico resta acceso. Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia, offre la sua lettura delle dinamiche nazionali e locali: dal giudizio sull’azione dell’esecutivo alle prospettive per la Campania, passando per i dossier aperti su cultura, infrastrutture e assetti interni al partito. Un’analisi che intreccia politica nazionale e territori, con uno sguardo rivolto alle sfide dei prossimi mesi.

L’informativa del Presidente Meloni giovedì alle Camere ha segnato un momento importante in una fase molto delicata. Da deputato e da uomo politico più che da esponente partitico, quale è la sua impressione?
Lo sciacallaggio che le opposizioni hanno messo in atto in queste settimane, partendo dalla campagna referendaria e terminando allo svilimento sistematico del ruolo politico ed istituzionale del Presidente Meloni, è uno dei punti più bassi mai raggiunti ed è il chiaro segnale di un vuoto di idee e contenuti che si sta cercando di riempire con una continua gogna mediatica a mezzo social. Giorgia Meloni ha messo un punto a questa giostra e lo ha fatto con la fermezza e la concretezza che le sono proprie. Noi guardiamo avanti”.

Poco più di un anno ci separa dalle Elezioni Politiche, ma il Sud e la Campania sembrano sempre più lontani dalle posizioni politiche della coalizione di centro destra accusata di fare gli interessi di una parte soltanto dell’Italia. È così?
Assolutamente no. Questo Governo è uno di quelli più attenti al benessere del Meridione. E lo sta facendo con i fatti e non con le chiacchiere. Tra gli ultimi interventi, e solo per citarne alcuni, la ZES unica che anche qui in Campania ha comportato un aumento impressionante di posti di lavori, le agevolazioni per nuovi insediamenti produttivi, i fondi PNRR destinati alla ricettività turistica, all’Istruzione (è notizia di quste ore il finanziamento di 8 milioni di euro per gli arredi destinati ai nidi e alle scuole dell’infanzia campane) e alla Cultura. Senza dimenticare l’America’ Cup che Napoli si sta preparando ad ospitare. Purtroppo c’è chi ancora illude i cittadini con promesse di sussidi e di aiuti economici che non arriveranno e che stanno togliendo ai nostri giovani tante opportunità di crescita. Ed è questa la cosa che mi fa più rabbia. Ma c’è anche chi invece porta in alto e con fierezza il nome della nostra Regione, e penso a Giuseppina Di Foggia, appena nominata Presidente di Eni e a Lorenzo Mariani, nuovo CEO di Leonardo, che pur non essendo campano di nascita, lo è di cuore e per scelta. A loro i miei complimenti e l’augurio di buon lavoro”.

Eppure dei progetti infrastrutturali come l’aeroporto di Grazzanise e del porto di Castel Volturno si continua solo a parlare…
La crisi internazionale sta per forza di cose dettando una agenda politica nazionale diversa rispetto a quella che avevamo immaginato a questo punto del mandato elettorale. E nemmeno in questa occasione ci viene incontro la Regione Campania, che di fatto ha abdicato a qualsiasi tipo di sostegni economici e di investimenti destinati allo sviluppo strutturale ed infrastrutturale della Provincia di Caserta. Resterà quindi soltanto in capo a questo Governo il tentativo di sbloccare le procedure almeno per l’aeroporto di Grazzanise in tempi brevi e comunque entro la fine della legislatura corrente”.

Guardando ai prossimi mesi, è chiaro che sono in atto le grandi manovre politiche che porteranno alle Elezioni del 2027 e che vedono in gran fermento Fratelli d’Italia e la coalizione di Centro-destra. Dalle dimissioni di Del Mastro e Santanchè alla polemica che sta investendo il Ministro Piantedosi: lei cosa ne pensa?
Accennavo prima alla macchina mediatica del fango che si è concentrata su esponenti di spicco di questo Governo e che è stata molto più impietosa ed ingiusta di quanto fosse necessario. La reazione del Presidente Meloni e dei vertici di Fratelli d’Italia è stata come sempre coerente e trasparente, e non per mancanza di fiducia nei confronti dei nostri rappresentanti ma per un profondo senso di rispetto verso gli italiani e per un profondo senso di identità e di appartenenza. Ma la sensazione continua ad essere di un linciaggio, che oggi investe anche il Ministro Piantedosi e la sua sfera privata, che mira da un lato a sviare l’attenzione dai grossi risultati che questo Governo continua a portare a casa e dall’altro a non guardare alla inconsistenza di una proposta politica che dovrebbe contrapporsi alla nostra. È uno scenario che francamente mi spaventa. E non poco”.

In Campania Fratelli d’Italia sembra alle prese con questioni delicate di equilibri interni: la spaventa anche questo?
C’è sicuramente una riflessione aperta in atto che deve prioritariamente analizzare le difficoltà riscontrate negli ultimi mesi. Ma noi il confronto, sia interno che esterno, non lo temiamo. Anzi. Abbiamo dimostrato, e la Federazione Casertana ne è esempio lampante, che non siamo partito autoreferenziale e che la nostra classe dirigente è attenta e preparata. Abbiamo aperto ad esperienze e sensibilità politiche che potevano sembrare lontane dalla nostra: penso al Consigliere Vincenzo Santangelo durante la competizione regionale, che lo ha visto riportare un consenso importante e meritato, e che oggi è Vicepresidente provinciale di un partito che lo sostiene, lo supporta e a cui guarda come riferimento. E penso al Sindaco Andrea De Filippo, nostro rappresentante in Consiglio Provinciale. Anche lui ormai parte integrante di Fratelli d’Italia, ed anche lui riferimento importante per consenso, competenza, esperienza e radicamento territoriale. Al di là della lettura parziale e della narrazione inesatta che qualcuno continua a voler rendere verità assoluta, il dato di fatto è che i risultati ottenuti hanno premiato il coraggio di intercettare un consenso che oggi ci rende più forti e più radicati sui territori. E credo che il compito di chi, come me, è chiamato a guidare una comunità di donne ed uomini perbene è proprio questo: costruire prospettive condivise e non arroccarsi su posizioni di chiusura che oggi non hanno più motivo di esistere. Il tempo continuerà a darci ragione. Ancora una volta. Con buona pace di chi ha fatto dell’invettiva personale la propria cifra stilistica”.

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