L’orrore dietro i video su TikTok: a Villaricca un canile lager per barboncini toy

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

VILLARICCA – Una facciata patinata costruita a colpi di video su TikTok, con musetti adorabili e promesse di affetto incondizionato. Dietro, l’inferno: un canile lager, abusivo e malsano, dove 26 barboncini toy erano costretti a vivere tra i loro stessi escrementi, in attesa di essere venduti a cifre che superavano i mille euro. È lo scenario sconcertante scoperto nella mattinata di oggi, 18 marzo 2026, dai Carabinieri della stazione di Villaricca, che hanno posto fine a un cinico e lucroso business basato sulla sofferenza animale.

L’operazione è scattata in un anonimo palazzo residenziale del comune alle porte di Napoli. I militari, insospettiti da alcune segnalazioni e da un’intensa attività online, hanno deciso di ispezionare il solaio dell’edificio. Lì, invece di vecchi mobili e scatoloni, hanno trovato un vero e proprio allevamento illegale. Non una struttura improvvisata, ma un complesso in muratura, un dedalo di gabbie e recinti costruiti senza la minima autorizzazione edilizia o sanitaria. Un girone dantesco dove i piccoli cani, la cui razza “toy” li fa assomigliare a teneri pelouche, erano ammassati in condizioni igieniche terrificanti.

L’aria era irrespirabile, satura dell’odore acre di liquami e deiezioni che ricoprivano i pavimenti. Gli spazi erano ristretti, promiscui, un incubo per animali che online venivano presentati come gioielli da salotto. L’allevatore, un uomo del posto ora denunciato a piede libero, aveva persino installato delle lampade riscaldanti in alcune gabbie, destinate ai cuccioli appena nati. Un dettaglio che rivela non una cura amorevole, ma la fredda e calcolata volontà di massimizzare il profitto, garantendo la sopravvivenza della “merce” più preziosa e richiesta.

Il mercato era fiorente e si muoveva quasi esclusivamente sui social. L’uomo, ritenuto il “titolare” di questo pet-shop dell’orrore, utilizzava un profilo TikTok per pubblicizzare i cuccioli. Brevi video mostravano i barboncini giocare, scodinzolare, ignari del loro destino. A corredo di ogni clip, il prezzo: somme oscillanti tra i 1000 e i 1200 euro, un prezzo in linea con la forte domanda per questa razza. Migliaia di persone visualizzavano e commentavano, ignare della squallida realtà celata dietro quegli schermi.

L’intervento dei Carabinieri, condotto con il prezioso e fondamentale supporto del personale veterinario dell’ASL Napoli 2 Nord del distretto di Marano, ha messo la parola fine a questo commercio. L’intera struttura abusiva è stata posta sotto sequestro, mentre l’uomo dovrà rispondere delle accuse di maltrattamento di animali e di abusivismo edilizio. I 26 barboncini, tra cui diversi cuccioli, sono stati immediatamente presi in carico dai veterinari dell’ASL. Dopo le prime cure e un necessario periodo di osservazione sanitaria, per loro si aprirà finalmente la speranza di una vita vera, in una casa piena d’amore e lontana dall’incubo delle gabbie sul solaio.

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